Amatucci, aule colabrodo e infiltrazioni. «Piove in classe»

La protesta, il corteo

Avellino.  

di Siep

Una protesta in piazza davanti palazzo Caracciolo. Turni alternati e al danno la beffa di aule fatiscenti e infiltrazioni. Il caso dell’Ipia Amatucci oggi alla ribalta con il corteo di protesta degli studenti che hanno sfilato raccontando quanto vissuto con cori e striscioni. (guarda servizio di 696 tv)

Molti video denuncia erano circolati sul web, sui social negli scorsi giorni a testimoniare infiltrazioni d’acqua che, di fatto, avrebbero creato non pochi disagi agli scolari. Molti alunni hanno raccontato ai cronisti il loro disagio.

«Siamo al paradosso - commentano - servono gli ombrelli in classe. Senza contare che pensiamo a possibili rischi dovuti anche agli impianti elettrici che potrebbero essere compromessi da queste infiltrazioni».

Il caso Amatucci era già stato alla ribalta delle cronache locali la scorsa estate, quando per delle forti raffiche di vento parte della copertura si era alzata. Era servito l’intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza. Ma i problemi per l’edificio sembrano proprio non finire. I ragazzi hanno invocato soluzioni e sicurezza ad horas. Chiedono al presidente della Provincia e amministrazione nuove classi o nuovi interventi per studiare sereni. «Sono aule colabrodo». L’emergenza scuola resta tema prioritario ad Avellino. «Con la pioggia piove nella scuola. Facciamo lezione sotto l’acqua. Non capiamo come sia possibile andare avanti così». Sono tante le scuole in città e provincia che necessitano di interventi. «Alcuni di noi studiano con i quaderni sulle gambe per schivare l’acqua».

Insomma, un nuovo corteo un nuovo caso a cui l'amministrazione deve trovare in tempi certi soluzioni efficaci. Il valzer di alunni tra sedi e nuove classi sembra davvero non avere fine. Il tema della sicurezza a scuola resta di primo piano per molte amministrazioni campane. Ma la situazione nel capoluogo resta quella maggiormente difficile da risolvere. La manutenzione ordinaria e straordinaria rischia di non bastare. In molti casi si cercano nuove sedi che possano, in maniera idonea, accogliere interi istituti.