Piano sociale A04: servizi fermi, continua la guerra interna

Non si placa il conflitto tra i 12 comuni dissidenti e il capofila Avellino

Il sindaco di Cervinara, Tangredi, alla Regione: vogliamo che sui nostri territori riparta l'attività di assistenza in attesa di una separazione consensuale. La risposta di La Verde: richiesta illegittima, atteggiamento che pregiudica i bisognosi.

Avellino.  

Non si placa la guerra a colpi di note e protocolli tra il Comune di Avellino, in qualità di capofila del Piano di zona sociale A04, è i comuni “dissidenti”, ben 12 sui 16 totali, che hanno da tempo chiesto di uscire dall’Ambito territoriale per costituire un gruppo a sé stante.

L’ultimo comunicato firmato dal sindaco di Cervinara, Filuccio Tangredi, anche in rappresentanza dei colleghi di Altavilla, Capriglia, Chianche, Grottolella, Petruro, Pietrastornina, Prata Principato Ultra, Pratola Serra, Roccabascerana, Rotondi e Torrioni, sottolinea ancora una volta il disagio. Secondo Tangredi i comuni in disaccordo «non sarebbero mai stati coinvolti nella condivisione delle varie progettazioni». Oltre al fatto che «…appare sotto gli occhi di tutti - scrive - che l’Ats A04 non riesce in alcun modo a decollare… e per questo chiede, in attesa di una formale separazione consensuale, di far partire immediatamente i servizi a favore dei cittadini sui propri territori…».

La replica del Comune di Avellino non si è fatta attendere.  Due pagine di riepilogo di leggi, normative e regolamenti, per poi contestare la nota e il suo contenuto in quanto «in contrasto con le disposizioni legislative nazionali e regionali e con la convenzione vigente». Da qui la contro-richiesta alla Regione Campania di «un intervento di ripristino della legittimità dell’azione e dell’attività dell’Ambito A04, visto l’atteggiamento assunto da parte di alcuni comuni che comporta un rallentamento dell’assistenza sociale, con pregiudizio delle persone bisognose…».

Tra un comunicato e l’altro, però, i servizi sociali demandati al Piano, effettivamente languono. Anche perché le vecchie cooperative legate all’ex consorzio che gestiva il progetto non sono state ancora messe in grado di lavorare e svolgere la loro attività. Mentre il coordinatore Stefano La Verde e il vice, Tangredi, appunto, continuano questa sorta di guerra personale che finora ha prodotto solo ritardi e disservizi in un settore, come il Sociale, che dovrebbe mettere tutti d’accordo in nome dell’assistenza al prossimo.

Alessandro Calabrese