"Ed ora come faremo a dirgli che sua moglie è morta"

Mirabella Eclano, il giorno dopo la tragedia

ed ora come faremo a dirgli che sua moglie e morta

Sono fuori pericolo tutti gli altri feriti dopo le cure prestate dai sanitari negli ospedali di Salerno e Avellino. Uno di loro, Carlo D'Ambrosio è già a casa, mentre sua moglie Claudia sta per essere dimessa.

Mirabella Eclano.  

 

di Gianni Vigoroso

Era in fin di vita, ora è fuori pericolo, ricorda solo che sua moglie era accasciata a terra ma non sa che purtroppo è morta. 

E' questo l'aspetto più triste e drammatico all'indomani della tragedia di Mirabella Eclano. Giuseppe D'Ambrosio, scampato per miracolo alla sciagura di via San Leonardo, non ricorda nulla di quella triste sera.

"Avverti mamma di non accendere più il riscaldamento, poi quando torno a casa io rifacciamo tutti i lavori", ha detto al figlio, chiedendo poi notizie sulle condizioni di salute della consorte: "Come sta Antonia, dove è ricoverata lei, io ora mi sento meglio."

Giuseppe non immagina minimamente che sua moglie sia rimasta uccisa da quelle esalazioni micidiali di monossido di carbonio.

A raccontarci tutto ciò, con la voce rotta dalla commozione è stato suo figlio Giacomo, persona squisita, di ritorno da Milano ieri mattina, dopo la terribile notizia. 

"Ha rimosso in parte proprio il ricordo, non si rende conto di cosa è accaduto. I medici ci hanno detto di informarlo gradualmente, in quanto dopo la camera iperbarica, essendo molto debole e fragile, può rischiare un infarto in modo esponenziale."

Sono fuori pericolo tutti gli altri feriti dopo le cure prestate dai sanitari negli ospedali di Salerno e Avellino. Uno di loro, Carlo D'Ambrosio, è già a casa, mentre sua moglie Claudia sta per essere dimessa.

"Per lui l'intossicazione era minore - spiega Giacomo - mio padre invece è arrivato in fin di vita con mia zia all'ospedale di Salerno, perchè ad Avellino, la camera iperbarica sembra che non funzioni di notte. E' arrivato al Ruggi con un avvelenamento del 40%, un valore molto alto. Li davano per spacciati,  perchè già a 30 subentra la morte. E' stato davvero un miracolo che si siano ripresi."

E' un via vai di gente in via San Leonardo, alla frazione Cerzito di Mirabella Eclano. Il calore e l'affetto sono indescrivibili per questa sfortunata famiglia,  molto stimata nella Valle del Calore, colpita da un evento così doloroso.

E nel pomeriggio di oggi dopo l'esame esterno effettuato nell'obitorio dell'ospedale Rummo di Benevento dal medico legale Lamberto Pianese, la magistratura ha liberato la salma della donna. Funerali in programma lunedì mattina alle 10.00 nella chiesa evangelica di Gesualdo.