Rifiuti sospetti: dubbi e timori dopo il sequestro ad Ariano

Lo scempio ambientale di contrada Tesoro

rifiuti sospetti dubbi e timori dopo il sequestro ad ariano

Il timore è che possa nascondersi una nuova bomba ecologica nella verde campagna arianese...

Ariano Irpino.  

Resta sotto sequestro parte della cava di contrada Tesoro e della fabbrica ex fornace ad Ariano Irpino. Una vicenda quella riguardante lo scempio ambientale di questa zona che ha portato a sviluppi importanti tra cui una serie di scavi nel sottosuolo al fine di accertare la presenza di rifiuti pericolosi in quest’area, da anni alle prese con sversamenti abusivi da parte di scellerati, fino ad oggi rimasti impuniti.

Alle operazioni hanno preso parte, carabinieri della locale stazione, vigili del fuoco muniti di un escavatore ed Arpac. Ad eseguire il provvedimento di sequestro dell’area, il sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Benevento Donatella Palumbo.

Nella zona ci sono in evidenza rifiuti di ogni natura tra cui in modo particolare amianto. Sono stati prelevati alcuni campioni di terreno ad una profondità di circa dieci metri. Sugli esiti dell’operazione vige al momento il più stretto riserbo. Ma la preoccupazione della gente è comprensibile in questa zona già martoriata da due vicine mega discariche Difesa Grande e Pustarza e da una fabbrica l’ex Smae mai bonificata. Il timore è che possa nascondersi una nuova bomba ecologica nella verde campagna arianese.

Anche la vicina isola che ospita i cassonetti è invasa da rifiuti di ogni genere tra inciviltà e indifferenza. Ogni fine settimana in modo particolare è far west. Vi è di tutto in questa zona, pneumatici, scarti di ristorazione e di cantieri, parti meccaniche e di carrozzeria ed altro ancora. Un'area più volte segnalata dalle Guardie Ambientali Centro Italia di Ariano Irpino. 

Nella zona di Tesoro e Difesa Grande i residenti vogliono sapere che cosa si nasconde in quei terreni. La vicenda viene seguita con attenzione dall'assessore Raffaele Li Pizzi, il quale più volte ha invitato tutti alla massima collaborazione al fine di segnalare, individuare e punire i responsabili di questo grave scempio ambientale.

Il precedente:

Siamo ad ottobre 2015. Rifiuti interrati nella verde vallata di Tesoro, lastre di amianto, carcasse di animali, materiale bruciato e ingombranti di ogni genere. Un vero e proprio scempio, l’ennesimo quello portato alla luce dalle Guardie Ambientali Centro Italia dirette da Nancy Oliva, in contrada Tesoro lungo la strada provinciale 10 che porta a Difesa Grande. Canali letteralmente ostruiti, una fabbrica dismessa e abbandonata trasformata in una discarica a cielo aperto. Arrivano da ogni parte a Tesoro, anche dalla vicina Puglia per sversare di tutto, in barba ad ogni controllo. A nulla è valso fino ad oggi l’impegno del Gaci e della Polizia Municipale, in questa zona particolarmente isolata, ognuno abbandona di tutto in maniera scellerata, nonostante tale comportamento prevede pesanti sanzioni fino all’arresto. Ma evidentemente i violentatori dell’ambiente si sentono protetti a tal punto da fare il bello e il cattivo tempo, restando finora impuniti. L'impegno delle Guardie Ambientali è davvero encomiabile e si spera possa continuare in futuro al fine di arginare questi fenomeni.

A distanza di due anni la situazione oggi è ulteriormente peggiorata e fino ad oggi non è stato individuato nessun colpevole di questa vergognoso vicenda.

Gianni Vigoroso