Bernice Albertine King: "La pace nel mondo è possibile"

"La non violenza diventi materia di studio nelle scuole"

Premio internazionale della pace e non violenza a Bernice Albertine King, figlia minore di Martin Luther King...

 

di Gianni Vigoroso

Una pagina storica e memorabile per Monteleone di Puglia e tutti i comuni limitrofi della Daunia e dell’irpinia, la prestigiosa visita di Bernice Albertine King,  figlia minore di Martin Luther King.

A lei è stato assegnato il premio internazionale della pace e non violenza dinanzi ad un folto ed emozionato pubblico. A fare gli onori di casa il sindaco Giovanni Campese insieme alle varie istituzioni locali e provinciali. Presente dalla Baronia, il primo cittadino di Vallata Giuseppe Leone oltre a rappresentanze del mondo scolastico giunte da Ariano Irpino.

Un borgo che ha voluto legare il proprio nome ad un impegno serio e concreto sui temi della pace, dell’integrazione e della non violenza. Un progetto che ha dato già i suoi frutti grazie al grande impegno di Maria Elena De Gruttola e Massimiliano Alberico Grasso promotori di varie iniziative in paese.

Quest’anno, ricorre il 70esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il 50esimo anniversario della morte di Martin Luther King, premio Nobel per la Pace nel 1964, assassinato il 4 aprile del 1968 per la sua lotta contro la discriminazione.

“I have a dream” (Io ho un sogno) è il titolo del discorso tenuto da Martin Luther King il 28 agosto 1963, davanti al Lincoln Memorial di Washington. In esso si esprimeva la speranza che, un giorno, la popolazione di colore avrebbe goduto degli stessi diritti dei bianchi. Quel discorso è diventato simbolo della lotta contro il razzismo negli Stati Uniti.

Bernice Albertine King, è impegnata da anni nella promozione di una cultura di pace, basata sulla nonviolenza, contro ogni tipo di discriminazione.

Così si è rivolta a tutte le donne, non a caso lanciando un messaggio proprio da questo paese più alto della Puglia, simbolo di una grande rivolta popolare il 23 agosto 1942 contro il regime fascista.

"Le donne sono l'anima di una nazione e qui voi rappresentate la storia, il futuro del mondo. Un mondo che va aiutato a pensare in modo diverso. La non violenza e la pace devono diventare materia di studio. L'unico modo per combatterla è vivere come essere umani 365 giorni all'anno. Deve diventate in pratica uno stile di vita. Bambini, ragazzi siete lottate per i valori e per un modo migliore. E' dalle nuove generazioni che bisogna seminare pace. Questa è una comunità che può fare grandi cose ed essere da esempio per tutti. Sono emozionata e felice di stare qui. Grazie Monteleone, grazie Italia."