di Luciano Trapanese
«Ci hanno provato, almeno tre volte. Solo per caso ho evitato di restare intrappolato nella rete dei ricatti sessuali sul web». A raccontare la sua storia è Pasquale Anzalone, ex consigliere comunale e professore di religione di lungo corso nelle scuole della città e della provincia.
«Ho letto la notizia delle numerose denunce presentate alla Polpost avellinese, e mi sono ricordato di quello che è successo non più di sei mesi fa».
Cosa professor Anzalone?
«Navigo molto sui social e spesso i tanti ex alunni mi chiedono l'amicizia. Si tratta di ragazzi tra i venticinque e i quaranta anni. Quindi non mi meraviglio quando arrivano delle richieste da parte di donne molto giovani. E' accaduto così anche in quell'occasione. Ho verificato la pagina e dopo aver riscontrato che non c'erano foto, come dire, discinte e tra gli amici c'era gente della Campania e persone che conoscevo, ho confermato la richiesta. Il nome era italiano, ma non mi sembrava di aver mai incontrato quella persona».
E poi, cos'è accaduto?
«Sono stato contattato due giorni dopo. Mi ha scritto su messenger: cosa fai, come stai, che lavoro fai... Insomma, le solite cose. Un normale approccio social, stavo per chiederle qualcosa, forse se ci conoscevamo, quando all'improvviso è arrivata una videochiamata».
Era lei, la ragazza?
«Sì, ha detto: non ci sono molte foto tue su Facebook, volevo vederti...»
E' finita qui?
«Macchè, pochi secondi dopo era già mezza nuda...»
E lei professor Anzalone cosa ha fatto?
«Istintivamente ho sollevato il cellulare, in modo da non farmi riprendere...»
E la ragazza?
«Diceva, tu hai visto tutto di me, perché non mi fai vedere tutto di te...»
Cosa ha fatto?
«Le ho detto: no, grazie. Certe cose non mi interessano. Lei ha insistito, non ho abbassato il telefono. E dopo un po' ha interrotto la comunicazione».
Non è stato più contattato?
«Da lei no, ma da altre due ragazze. Più o meno nello stesso periodo».
Com'è andata?
«Beh, nello stesso modo. Ma appena arrivava la videochiamata, e iniziavano a denudarsi ho riattaccato, sempre senza farmi riprendere».
Poi più nulla?
«Beh, ho imparato la lezione. Quando mi arrivano richieste, come dire sospette, contatto queste persone su messenger. Chiedo il motivo della richiesta di amicizia, se ci conosciamo, chi sono. Una sorta di terzo grado. Inevitabilmente interrompono la comunicazione e dopo un po' cancellano anche l'account. Di certo mi rendo conto quanto sia facile farsi abbindolare. In realtà a loro basta riprenderti per qualche minuto in video e sono in grado di ricattarti».
