Lavoratori senza contratto, sit-in al Comune: Ciampi ascoltaci

Erano legati a cooperative che si occupavano di pulizia e custodia di strutture comunali.

La Protesta dei lavoratori che erano legati alle coop Panta Rei e Mosè e che dal 22 luglio sono senza contratto. Prima si occupavano di pulizia e custodia di alcune strutture comunali.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Il nostro lavoro è essenziale. Senza di noi le strutture comunali sono abbandonate. Eppure l'amministrazione, per ora, ci ha scaricato». Nadia Battista è con altre dieci persone a occupare lo spazio antistante il Comune di Avellino. Striscioni, cori, una protesta pacata ma decisa. Lavoratori che da due anni non percepiscono lo stipendio. E oggi si trovano a fronteggiare l'ennesima sfida insormontabile: dal 22 luglio le cooperative Panta Rei e Mosè hanno disdetto i contratti.

Si tratta di due società che, per il Comune di Avellino, si occupavano di pulizia e custodia di alcune strutture.

Le ragioni alla base della protesta 

«Pulivamo i bagni del mercato e quelli della villa comunale, così come dei servizi di Villa Amendola e ci occupavamo della custodia dell'Eliseo che sembrava avviarsi alla riapertura». Chiarisce Nadia. I lavoratori spiegano di aver già avuto un primo incontro con il sindaco, Vincenzo Ciampi. Ma si è rivelato infruttuoso.

«Lui ci ha detto che devono essere le cooperative a occuparsi della nostra posizione. Ma le società hanno risolto il contratto. E quindi ora la questione ritorna in capo al Comune. Non possono scaricarci così». Per ricordarlo i lavoratori saranno qui anche in occasione del prossimo consiglio comunale il primo agosto. E cercheranno un nuovo incontro col sindaco. Intanto il presidio continuerà a oltranza fino a quando i manifestanti non riceveranno le risposte sperate. 

Un'emergenza da risolvere 

L'episodio di questa mattina riaccende l'attenzione su due sfide che il nuovo esecutivo dovrà provare a vincere. Una riguarda la pulizia e la guardiania delle strutture comunali, un tempo affidate proprio a cooperative legate al Comune o alle partecipate. E poi il ricollocamento dei lavoratori socialmente utili. La cui posizione è ancora incerta.