Investe un anziano e va al lavoro. Il pm insiste: arrestatelo

La procura impugna la decisione del gip che ha rimesso in libertà un 55enne di Santa Paolina

investe un anziano e va al lavoro il pm insiste arrestatelo

Il sette luglio l'uomo avrebbe investito e ucciso con il suo Suv il 75enne Ugo Censullo. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto non fossero sussistenti le esigenze cautelari. L'otto settembre la perizia sul mezzo

Santa Paolina.  

Per il piemme della procura di Avellino, Luigi Iglio, il 55enne di Santa Paolina che avrebbe investito e ucciso il 75enne Ugo Censullo, per poi allontanarsi senza prestare soccorso, deve essere arrestato. E per questo ha impugnato la decisione del giudice per le indagini preliminari, Paolo Cassano, che ha rigettato la richiesta di custodia cautelare ai domiciliari.

L'incidente si è verificato il sette luglio scorso. L'indagato (che è difeso dall'avvocato Olindo Preziosi, la famiglia della vittima è invece assistita dall'avvocato Gaetano Aufiero), avrebbe investito l'anziano con un Suv. Si sarebbe poi allontanato andando al lavoro, dove è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri.

La procura ha disposto nel frattempo accertamenti sulla vettura (saranno determinanti per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente ed accertare le eventuali responsabilità). Il consulente inizierà il suo lavoro il prossimo otto settembre. La famiglia della vittima ha scelto l'ingegnere Alessandro Lima come consulente di parte. Mentre un altro professionista, Gerardo Cimino, è il perito nominato dalla difesa dell'indagato.

Subito dopo l'arresto il 55enne era comparso dinanzi al gip, Paolo Cassano. Il magistrato aveva accolto la tesi della difesa e rigettato la richiesta di applicazione degli arresti domiciliari avanzata dal pm, non convalidando la misura cautelare.

Per il gip «Pur sussistendo a carico dell'indagato gravi indizi di colpevolezza dei reati in contestazione, difettano le esigenze cautelari ritenute dal pubblico ministero». Il giudice si era espresso anche sulla fuga ritenendola «conseguenza evidente di uno stato di smarrimento e di paura che ha pervaso l'indagato dopo la constatazione della gravità dell'accaduto. Nulla lascia intendere che, rimesso in libertà, possa reiterare analoghe condotte o rendersi responsabile di gravi reati dello stesso tipo».

Ed è proprio contro queste conclusioni che il sostituto procuratore Luigi Iglio ha presentato il ricorso in Cassazione.