di Simonetta Ieppariello
Atti comunali riferiti al patrimonio dell’ente trovati ammassati nei “meandri” del Palazzo. Duro monito e denuncia del vicesindaco Ferdinando Picariello, che chiama a raccolta la stampa per raccontare quanto visto in comune, refertato e documentato nella sua attività di ricognizione e intervento al servizio del bene pubblico.
Poche settimane di insediamento per Picariello che si mette al lavoro per rendicontare e verificare patrimonio e beni di piazza del Popolo. Una triste scoperta quella fatta, come spiega ai giornalisti mostrando quanto trovato.
«Questa è la situazione e la colpa non è di chi lavora ma di chi ha dettato l’indirizzo politico. Ho già informato i tecnici per cominciare un lavoro certosino di ricognizione precisa e puntuale. Ora si cambia assetto».
Ma la conferenza stampa è stata anche una occasione per rispondere al consigliere regionale, Maurizio Petracca, che riferendosi al nuovo esecutivo e compagine politica, li aveva definiti una "banda di incapaci": «Fiero di fare parte di questo gruppo. Fiero di non essere un politico di professione, anzi. Combattiamo contro un sistema marcio che ha creato solo danni. Abbiamo volontà e competenze per svolgere i nostri compiti». Ha detto senza mezze misure Picariello, rimarcando proprio come la precisa qualifica professionale di ogni assessore possa e sarà il valore aggiunto di un nuovo esecutivo, che parlerà poco politichese e farà tanti fatti.
Intanto, quanto recuperato è una montagna di scatoloni ammassati all’esterno di Palazzo di Città e contenenti, secondo quanto raccontato da Picarielli, importanti documenti relativi al patrimonio cittadino. A mostrarli alla stampa e alla città è il vicesindaco del Comune di Avellino, nonché assessore alla trasparenza, Ferdinando Picariello. La scoperta è avvenuta nel corso di un giro di ricognizione che il braccio destro del sindaco Vincenzo Ciampi ha voluto effettuare per rendersi conto di persona dello stato reale degli uffici e dei meandri del Comune di Avellino.
«Questa deve tornare ad essere una casa di vetro, trasparente e aperta a tutti - ha chiarito il vicesindaco - ma se non ci sono le condizioni per cui regni la trasparenza siamo ad un passo dalla corruzione».
Nel parlare mostra ai cronisti quanto recuperato e cioè scatole intere accuratamente chiuse e messe da parte. Informazioni che giacciono lì da tempo e che gli uffici comunali dovrebbero conoscere. «Ci troviamo a subire una condizione generata non da chi lavora in Comune - spiega Picariello - ma da chi, in questi anni, ha dettato l’indirizzo politico che si dovrebbe assumere la responsabilità di tutto ciò. Mi chiedo se sia trascuratezza, negligenza, volontà o dolo. Io non sono politico di professione e mi trovo catapultato in questa nuova dimensione ed ho voglia di capire perché la città deve sapere e ho voglia di dare una svolta. Chiederò a chi di competenza in maniera ufficiale di fare luce su questa vicenda». E poi sullo sfondo la situazione di ben otto precari che, senza il via libera al bilancio, rischierebbero.
Un appello quello di Picariello a senso civico per i consiglieri comunali che dovrebbero essere sodali con la maggioranza e collaborare, per il bene della comunità avellinese.
Il vicesindaco ha già incaricato i tecnici comunali e gli uffici di competenza ad aprire immediatamente quegli scatoloni e cominciare un lavoro di verifica degli atti e soprattutto di archivio.
