C'è anche l'avellinese Matteo Piantedosi, capo di gabinetto del ministro dell'Interno, Matteo Salvini (anche lui sotto inchiesta), nel registro degli indagati per il caso della Diciotti, la nave militare italiana bloccata per una settimana nel porto di Catania con a bordo 150 immigrati.
L'indagine è condotta dagli inquirenti della procura di Agrigento. Per il vice capo della polizia e il leader della Lega sono stati ipotizzati i reati sequestro di persona, arresto illegale e abuso d'ufficio.
La svolta decisiva nell'inchiesta è arrivata ieri pomeriggio, quando sono stati ascoltati a Roma il capo del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Gerarda Pantalone e il suo vice, Bruno Corda, entrambi prefetti. Ad ascoltarli – come testimoni informati sui fatti – il procuratore Luigi Patronaggio e il sostituto Salvatore Vella. Sono stati ricostruiti nei dettagli gli ordini arrivati al comandante della nave Diciotto.
Gli atti relativi a Matteo Salvini sono stati trasmessi al tribunale dei ministri, che è l’unica corte competente a giudicare i ministri per atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.
L'irpino Matteo Piantedosi è uno dei funzionari più apprezzati della polizia. Con un curriculum di rilievo e che ne ha consentito una carriera di grande successo. Ha 52 anni, laureato in giurisprudenza. Fa parte dal 1989 dell'amministrazione del Viminale. Il primo incarico ricoperto nella prefettura di Bologna, per otto anni è stato Capo di Gabinetto nel capoluogo romagnolo. Si è occupato di pubblica sicurezza, protezione civile, immigrazione, mediazione di conflitti sociali e di lavoro. E' stato anche prefetto di Lodi. Nel 2007 la promozione a Vicario della prefettura di Bologna. Nella lunga esperienza bolognese ha rivestito anche altri importanti incarichi, come quello di componente del Comitato Regionale di Controllo sugli atti degli enti locali dell’Emilia Romagna, e quello di Commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune di Imola. Due anni dopo Piantedosi viene trasferito a Roma, al Viminale, dove dirige l'Ufficio Relazioni Parlamentari presso l'Ufficio Affari Legislativi. E’ stato per oltre un decennio docente di materie giuridiche all’Università degli Studi di Bologna ed autore di diverse pubblicazioni scientifiche.
Il caso della Diciotti è ben noto. Il ministro dell'Interno non ha fatto sbarcare gli immigrati (fino a ieri...), perché il governo vuole aspettare che l'Europa si faccia carico di esaminare le richieste di protezione internazionale (che spetterebbe all'Italia: i migranti sono in Italia). Nei giorni scorsi erano stati fatti scendere 27 minori non accompagnati, molti dei quali in condizioni precarie. Oltre a diverse donne che avrebbero subito violenza.
Le ipotesi di reato a carico di Salvini e Piantedosi sono scattate perché secondo la legge italiana si può trattenere una persona per non più di 48 ore, in attesa che il provvedimento sia confermato da un giudice. Le implicazioni per la Diciotti sarebbero più complicate, comunque: il governo ha invocato ragioni di pubblica sicurezza.
