Liste d'attesa. Un padre: così vedo il mio bambino soffrire

Il video appello di un papà avellinese al Governatore per suo figlio

C'è solo una struttura – tra pubblico e privato – che può alleviare le sofferenze del suo piccolo. E' al Cardarelli. Ma la lista d'attesa è chilometrica

di elleti

Quando si parla di sanità malata in Campania, il riferimento – tra l'altro – comprende sempre le liste di attesa. Lunghe, lunghissime. Interminabili. E dietro quelle liste, lo possono immaginare tutti, non si nasconde solo l'inefficienza di una organizzazione a pezzi, ma soprattutto la sofferenza di tanti. I più fortunati aggirano il problema andando dai privati. Gli altri, quelli che non possono permetterselo, sono costretti ad attendere. Anche se hanno patologie gravi, e per le quali è determinante agire presto, il prima possibile. Ci sono poi i casi di chi è disposto anche a pagare una struttura privata. Ma non può, perché alcune prestazioni sono possibili sono nella sanità pubblica. E' la storia di Rocco Urciuoli, irpino, padre di un bimbo autistico.

Il suo video appello sui social è diventato virale. Si rivolge al presidente De Luca (che pure vanta i progressi fatti dalla sanità campana negli ultimi mesi). La vicenda di Rocco Urciuoli e del suo bambino è emblematica (potete sentirla dalla sua voce cliccando sulla foto in alto). Il suo piccolo soffre – anche per la patologia che lo affligge – di un grave problema di carie ai denti. Problema che, potete facilmente immaginarlo, gli provoca dolori continui e intensi. Dovrebbe andare da un dentista. Ma può essere curato solo se sedato.

In Campania non ci sono studi privati capaci di occuparsi del caso. E tra le strutture pubbliche solo il Cardarelli è in grado di intervenire. «C'è una dottoressa, che è bravissima», sottolinea Urciuoli. Il problema è che le prenotazioni sono tante, troppe. L'attesa è lunghissima. Va molto oltre il sopportabile per il suo piccolo. In casi come questo, quando è evidente che una struttura non è capace di provvedere a tutte le esigenze dei pazienti in modo adeguato, non sarebbe opportuno – e questo è il quesito rivolto al governatore – di attrezzarsi per far sì che i pazienti ricevano le cure in tempi decenti? In fondo non ci vorrebbe molto. Ma la sanità in Campania da troppi anni pensa ad altro. A tagliare, ridurre, razionalizzare. In secondo piano passano sempre le esigenze dei malati. Anche laddove non sarebbe difficile provvedere.