di Siep
Un prete corvo smascherato dai video, presunti messaggi equivoci a uomini sposati e il rione che resta incredulo. Sconcerto e dubbi in città per due casi che sarebbero al vaglio della curia. Serpeggia il vociferare insistente per quei sms, che proprio quel prete così attivo nel rione alla periferia del capoluogo, avrebbe inoltrato a uomini della sua comunità. Lo stesso prete a marzo sarebbe stato ripreso dalle telecamere che lo immortalavano mentre diffondeva nella chiesa di San Ciro materiale diffamatoria su altri preti.
Eppure le voci dal quartiere tra dubbi e timori non confermano e neanche smentiscono. Solo tanta incredulità.
Ufficialmente il parroco, che precede quello attualmente in forza, si sarebbe allontanato per motivi personali, volontariamente. Il tutto però coinciderebbe con delle verifiche avviate dalla curia su messaggi a presunto sfondo sessuale. Ma dalla curia non arriva nessuna ufficialità su un procedimento in corso e neanche su una presunta sospensione a divinis del prelato.
E proprio dalla Curia questa mattina è arrivato un comunicato stampa.
"Si è diffusa oggi la notizia di un sacerdote della nostra Diocesi allontanato “per motivi di salute” - spiegano dal palazzo Vescovile -. La decisione cui il Vescovo è pervenuto risale al maggio scorso ed era finalizzata al bene della persona e della Chiesa. Attualmente il sacerdote in questione è in terapia fisica, psicologica e spirituale.
Il Vescovo, riconoscendo che tantissimi sacerdoti svolgono in maniera eroica il loro ministero, invita tutti alla preghiera e alla conversione".
Incredulo e sconcertato il rione, come il nuovo parroco da maggio in forza della comunità della periferia. Nulla sa e nulla commenta il nuovo prete, mentre a sentire le persone in giro nessuno di queste presunte molestie avrebbe mai sentito neanche parlare.
“E’ un bravo prete non è possibile” commenta qualcuno a sentirlo chiacchierare davanti al bar.
Insomma, nessuna conferma neanche nell’anonimato arriverebbe dalle voci raccolte in strada.
Intanto sul prete pende comunque un’altra verifica. Avrebbe diffuso materiale diffamatorio su ben 13 parroci. Foto e nomi di parroci che in quei volantini piazzati in tante chiese, anche quella di San Ciro, venivano definiti “peccatori”.
