di Simonetta Ieppariello
Ressa per gli abbonamenti del bus in Irpinia, tante proteste, disagi e polemiche per la disdetta dell’affidamento del servizio all’agenzia De Rosa, che da sei anni era sistemata nei locali di piazza Macello.
Anche oggi il pellegrinaggio a Pianodardine, alle porte della città di Avellino, di utenti e pendolari accaldati, per sottoscrivere gli abbonamenti al trasporto su gomma. Nella sede dell’Air la Giraservice ha sistemato due dipendenti per assolvere a ogni procedura per i due giorni di sottoscrizione degli abbonamenti (ieri e oggi per chi legge, ndr).
I ticket Unicampania provinciali e urbani e non solo, venivano distribuiti da De Rosa Viaggi. Un servizio diretto nel piazzale dei bus per garantire la consegna di abbonamenti e gli oltre 40 tagliandi diversificati, uno per ogni destinazione. «Avrei preferito raggiungere Piazza Kennedy: da De Rosa non ho mai aspettato tanto tempo quanto oggi. Un servizio necessario e concentrato per tutti - commenta un giovane studente». Tanti i genitori su tutte le furie nel vedersi costretti a raggiungere la sede alle porte di Avellino.
Il cartello
Intanto dallo scorso 22 agosto gli utenti hanno trovato la biglietteria De Rosa di via Kennedy chiusa e un cartello con la scritta "chiuso per mancata fornitura di biglietti". La polemica è scattata immediatamente. Poche info, troppi disagi per capire cosa fare e dove andare. Il tutto a pochi giorni dall’inizio della scuola e la ripresa dell’università, con tanti giovanissimi che hanno dovuto raggiungere la sede alle porte di Avellino, individuata provvisoriamente come info-service per il territorio: due giorni. Ora la Giraservice dovrebbe potenziare il servizio nel Bar di piazza Macello, o forse si potrebbe decidere la sistemazione di un chiosco.
Il servizio
Fatto sta che il disorientamento è tanto e per tanti, per il cambiamento nell’erogazione del servizio e a farne le spese sono studenti e lavoratori che non sanno a chi rivolgersi per chiedere informazioni, ritirare biglietti e abbonamenti. Il centralino dell'Air è stato preso d'assalto. Molti lamentano la difficoltà ad avere risposta, vista la mole di chiamate che arrivano.
La Giraservice, l'Air
La Giraservice intanto ha sistemato lo sportello temporaneo, fino ad oggi, a Pianodardine dinanzi la sede dell'azienda per distribuire gli abbonamenti annuali. Ai microfoni di 696 tv sono tanti i pendolari su tutte le furie a lamentarsi. A Pianodardine, abbiamo incontrato anche l’avvocato Cesare De Stefano - legale Air - che spiega: “I biglietti vengono emessi da UnicoCampania e distribuiti da Giraservice, che ha vinto una gara a livello Europeo. I biglietti possono essere acquistati ad Avellino. Oggi e ieri due dipendenti della Gira Service nei locali prestati dall’Air, per la due giorni, stanno distribuendo gli abbonamenti. Solo quelli. So che l’amministratore Air anche per questo servizio sta lavorando affinchè altri esercizi commerciali possano provvedere alla distribuzione, ma dobbiamo trattare con la Gira Service che ha vinto gara europea. C’è stato un contenzioso con De Rosa Viaggi, e Giraservice ha sospeso fornitura. Ho letto troppe inesattezze. Ci sono altre rivendite nei pressi di piazza Kennedy che possono supplire al servizio. Noi, come azienda Air, non abbiamo responsabilità».
Ma gli utenti sono su tutte le furie
Gli utenti chiedono il motivo di tale disservizio. Possibile che una biglietteria, quella di De Rosa a piazza Macello, sia senza biglietti? Di fatto, dietro una così complicata vicenda c’è un nuovo assetto che si darà alla distribuzione dei servizi, almeno in Irpinia con una vicenda che vede protagonisti Air Autotrasporti Irpini, Consorzio Unico Campania, Giraservice srl e De Rosa Viaggi.
Angelo Formato: tanta amarezza, rischiano in 4 il posto
A spiegarci come sono andati i fatti Angelo Formato, il titolare dell'agenzia De Rosa Viaggi, da 60 anni opera nel settore turistico e dei servizi a corredo. Dal 2012 l'agenzia di viaggi ha ampliato i propri servizi con la biglietteria del trasporto pubblico locale, treni, corse regionali ed extraregionali. Lo ha fatto migliorando e investendo sul comparto, allocando un ufficio specifico e impegnando ben 4 lavoratori. «Quattro persone che ora rischiano il posto - commenta con malcelata amarezza De Rosa -. Abbiamo investito risorse, tempo, aggiornamenti e soldi per garantire la massima efficienza. Lo abbiamo fatto anche potenziando la comunicazione on line e molto altro».
“Ora sono davvero particolarmente provato - spiega Formato -, ho quattro lavoratori che rischiano il posto. Senza contare che questa vicenda mi ha arrecato molti danni, anche d’immagine. Tanti hanno pensato che la chiusura della biglietteria dipendesse da noi. Qualcuno, fantasiosamente, qualche pendolare su tutte le furie, ha ipotizzato che fossimo partiti per le vacanze chiudendo i battenti. Le cose non stanno così. Tanti hanno offeso mia moglie, me, i miei lavoratori per un disagio non creato dalla nostra azienda». Il servizio, nei fatti, è regionale. La Giraservice si è aggiudicata un appalto europeo, che nelle more, gli assicurerebbe la gestione diretta del servizio.
Il cambio ai vertici
Lo scorso aprile Gira service si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei Ticket di Consorzio Unico Campania, con sede nello stesso stabile in cui ha in comodato d'uso gratuito gli uffici, e che risulta vincitrice dei bandi di gara fino ad oggi pubblicati.
Ad Aprile 2018 la De Rosa Viaggi ha ricevuto la comunicazione di disdetta del contratto di fornitura dei ticket dall'Air e si è dovuta rivolgere direttamente alla Giraservice, che il 22 agosto ha comunicato all'azienda avellinese di non poterle fornire più i biglietti.
«Lo ha fatto senza alcuna motivazione evidente, commenta Formato». Il risultato, carte alla mano, sarebbe quello di rinunziare a ben 300mila euro annui. Tanto l’ammontare dell’introito. Le cose vanno ben diversamente a Salerno, dove la Sita detiene ancora la rivendita dei ticket e relativo agio. Giraservice da due decenni distribuisce i biglietti per il Tpl nelle cinque province, e in ogni comune.
Da capitolato d'appalto la Giraservice nei fatti sarebbe obbligata a rifornire i punti vendita in tutti i comuni salvo penali e rescissione e affidò il servizio all'Air stabilendo un aggio del 7% sui biglietti. L’Air gestiva il punto vendita di Piazza Kennedy ma nel 2012 decise di esternalizzare il servizio, per ammortizzare i costi aziendali. Una scelta votata ad efficienza ed economia. Esternalizzando il servizio si sarebbero raggiunti, con una sola mossa, più obiettivi.
«Abbiamo investito parecchi soldi, sia per l’ammodernamento e potenziamento della digitalizzazione di info e servizi, sia per garantire l’efficienza concreta dalle 5.45 alle 20 tutti i giorni. Quattro persone sono impiegate. In cambio ricevevamo dall'azienda la metà dell'aggio: il 3,5% mentre la restante parte restava a lei senza alcuna spesa o rischio".
Insomma, come recita un detto: si sarebbero presi “due piccioni con una fava”. Messo a punto il nuovo sistema e grazie ai lavoratori costantemente monitorati ed aggiornati De Rosa è riuscita negli anni a coprire il servizio, migliorandolo. «Tutto è stato fatto senza intoppi, fino a quando la Regione Campania ha deciso di introdurre gli abbonamenti gratis per gli studenti con ISEE fino a 35mila euro "una scelta giustissima ma che ha trovato non pronta la stessa Regione".
Una novità sostanziale e in base alla quale adeguare ogni passaggio.
Formato: «Ecco come è andata»
«All'inizio dell'anno scolastico 2017/2018 ci è stata comunicata una diminuzione dell'aggio sugli abbonamenti al 2 per cento, giustificato dal fatto che gli abbonamenti si facevano on line, ed in biglietteria sarebbero passati soltanto a ritirali evitandoci acquisti e compilazione. Insomma, una procedura più snella e semplice. Poi l’aggio è aumentato a 2,5 per cento ma soltanto perché era loro interesse farci mantenere gli stessi orari di apertura che non potevamo più sostenere». Il risultato è stato quello di dover ridurre gli orari di lavoro dei dipendenti. Contratti part time la via obbligata da seguire.
Ma come ogni cambiamento nei pubblici servizi non sono mancati i problemi: come quello della consegna delle card con 4 mesi di ritardo. Un particolare non da poco, secondo De Rosa, che avrebbe appesantito gli uffici e non di poco costringendo l’azienda ad affrontare nuovi costi.
La storia
«Affrontammo i primi 4 mesi fornendo abbonamenti mensili ritirando ogni volta i vecchi. In pratica abbiamo fatto lo stesso lavoro di prima, quattro volte, ma con un introito minore. Ma ad Aprile 2018 è arrivata la comunicazione della disdetta del servizio. La Giraservice ha vinto nuovamente la gara, unica azienda a presentarsi. Senza contare che l’Air ha rinunciato al servizio di biglietteria. Dal sedici aprile, secondo intercorsa comunicazione, avremmo dovuto rivolgerci direttamente all’azienda napoletana. Ma nei fatti siamo stati raggiunti dalla comunicazione di rescissione contrattuale e formalizzazione contabile. Sono cambiate anche le formule contrattuali che ci hanno visto abbassare l’aggio ulteriormente rispetto alla quota che avremmo dovuto percepire su ogni abbonamento".
Come in ogni situazione del caso specifico nel frattempo la De Rosa Viaggi ha dovuto avviare la formalizzazione contabile con l'Air. Proprio conteggiando le card degli abbonamenti i conti non sono tornati per l’agenzia De Rosa, avendo nei quattro mesi di ritardo dovuto espletare il servizio per quattro volte.
«Loro contano4000 card gratuite, ma noi abbiamo espletato procedure, conti alla mano, per ben 9200 tessere nel periodo in cui la Regione Campania non ha emesso la card elettronica". La De Rosa Viaggi riconoscendo all'Air quanto dovuto, ribadisce che il credito vantato è superiore a quello prospettato ed invita l'azienda a ridiscutere alla ricerca di una soluzione che soddisfi tutti. «Da Pianodardine però non arriva alcuna risposta. Silenzio per settimane, poi il 22 agosto la Giraservice ad un abituale ordine risponde con una mail "su disposizione del Consorzio Unico Campania dobbiamo procedere alla sospensione della fornitura dei titoli di viaggio" senza alcuna altra motivazione ufficiale. Forse secondo Formato i problemi sarebbero nati per la rendicontazione degli abbonamenti annuali.
Mia moglie offesa, tanto dispiacere
“Per questo potrebbero aver deciso di sospendere la fornitura”. Ecco spiegato il senso del cartello dal responsabile dell’agenzia, che con tanta amarezza commenta: “Sembra un paradosso, ma è così la nostra biglietteria è rimasta senza biglietti”. L'azienda per tutelarsi ha già inviato una richiesta ufficiale di ripristino del servizio sospeso immotivatamente e senza comunicazione ufficiale. "Per noi non è facile, mia moglie in un tabacchi è stata tacciata di non voler lavorare, di pensare a fare shopping anzicchè a lavorare in biglietteria. Pensate voi, al danno si è aggiunta anche la beffa". Da lunedì la biglietteria potrebbe riaprire, al momento solo per i titoli di viaggio per i treni e Marozzi. “Ci stiamo impegnando su tanti fronti. Ci siamo appellati anche a referenti politici, pur di risolvere l’empasse. Nelle ultime settimane abbiamo interessato politici locali. Tutto inutile.Vogliamo risolvere il problema, senza privare il territorio di un servizio. Pensare ai miei quattro lavoratori in bilico, per me che con la mia famiglia lavoro da 60 anni in questo settore, mi spezza il cuore. L’Irpinia così paga un prezzo troppo alto. Noi in queste condizioni siamo messi al muro. Ci troviamo nella condizione di dover chiudere nonostante la nostra volontà a trovare una soluzione”.
Amarezza, rabbia e disincanto nelle parole di Alessandro Tecce uno dei 4 lavoratori dedicati al servizio dell’agenzia.
“C’è chi ha pensato fosse colpa nostra. La notizia ci è arrivata da un momento all’altro. Non abbiamo alcuna repsonsabilità. Eppure siamo stati i primi ad essere additati. Siamo noi quelli in prima linea, abbiamo sopportato questi giorni difficili. Penso che la situazione sia di grande criticità. Mi auguravo che la politica ci fosse più vicina, non solo a noi lavoratori e anche per un servizio fino ad oggi garantito con massima efficienza e che forse rischia di cambiare».
