di elleti
Vi chiederete, come l'hanno presa a Verona del programma copincollato dall'amministrazione Ciampi? Bene, con una ironia che ha rischiato di tracimare nello sfottò. Ma che è stata contenuta, riteniamo, soprattutto per ragioni di rispetto istituzionale. Il primo cittadino scaligero, Federico Sboarina (amministrazione Lega – Centrodestra), è stato raggiunto dalla collega Rossella Strianese di OttoChannel/Canale 696.
«Le nostre linee programmatiche copiate? Mi fa piacere che l'impostazione del mio programma, oltre che da migliaia di veronesi, sia “condiviso” dai rappresentanti dei cittadini di Avellino».
Ha aggiunto: «I buoni programmi si possono anche copiare e quindi auguro al sindaco Ciampi e agli avellinesi di vedere realizzata la loro idea di città e di cambiamento».
Peccato che la «loro idea di città», fosse in realtà l'idea che l'amministrazione di Verona aveva immaginato per la città di Giulietta e Romeo.
Comunque sia, la questione si chiude così. Con una inevitabile brutta figura.
Il sindaco Ciampi questa mattina si è limitato a dichiarare: «Abbiamo ricalcato delle linee programmatiche che condividevamo». Poi più nulla. Nessuna mail, nessun post su Facebook. Un lungo silenzio. Forse imbarazzato.
Tra qualche giorno quelle linee programmatiche saranno discusse in consiglio comunale. L'esecutivo 5Stelle ci arriva con un carico già notevole di polemiche. Spesso generate, a dire il vero, soprattutto da ingenuità e inesperienza.
Come la questione dei manifesti 6x3 per mettere alla gogna chi, in aula, con una pregiudiziale, ha di fatto bocciato la delibera per il Ferragosto avellinese. Manifesti prima promossi da Ciampi (in un post), poi bocciati dallo stesso primo cittadino (che ha chiesto scusa), e quindi messi in circolazione dal vertici irpini del Movimento.
C'è stato poi il concerto di Clementino. Sbandierato, annullato, quindi riproposto, e poi rinviato (c'era il lutto nazionale per la tragedia di Genova), prima di essere definitivamente cancellato.
Senza dimenticare la richiesta di una perizia gratis per verificare l'efficienza del Ponte della Ferriera (con successive parziali smentite e pioggia di critiche).
E poi ancora, le offese agli ex amministratori (mestano nel fango e hanno banchettato alle spalle dei cittadini), con la promessa di querela per diffamazione nei suoi confronti. Seguita dal paradossale invito, sempre del sindaco, di apertura e collaborazione a quegli stessi consiglieri che aveva in gran parte offeso. Invito che – è evidente – è stato accolto da un gelido silenzio. E dulcis in fundo, questa storia del copia e incolla.
Si spera che dal prossimo consiglio si inizi a parlare di politica. Se possibile.
