Piazza Castello. Le analisi:niente veleni, verso la riapertura

Niente metalli pesanti sotto lo slargo. Verso il via i sigilli

Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

Già l’Arpac aveva segnalato l’assenza di veleni nel sottosuolo. E le nuove analisi lo confermano: non ci sono veleni sotto piazza Castello.

Eppure un corto circuito amministrativo e giudiziario ha innescato sei anni di chiusura, sigilli, stop alle auto, negozi che hanno chiuso o che si sono trasferiti altrove. L’amministrazione per quell’inchiesta e l’intervento della Procedura negli anni ha chiesto pazienza a commercianti e cittadini, residenti e automobilisti per quel cantiere infinito nel cuore del centro antico.

Il progetto di realizzare la piazza storica più importante della città di Avellino ha portato con sè tanti disagi, come quello di scoprire cumuli di rifiuti, che la Procura ipotizzava pericolosi, sotto il piano di calpestio che per oltre mezzo secolo è stato battuto da auto e pedoni. Ma arriva la svolta: Il Comune di Avellino è pronto a richiedere il dissequestro di Piazza Castello. Gli ultimi rilievi, appena consegnati a Palazzo di Città, dimostrerebbero l’assenza di concentrazioni di piombo e arsenico nel sottosuolo.E dopo sei anni rischia di risolversi si il caso Piazza chiusa.

Niente metalli pesanti sotto la piazza che introduce al Castello Longobardo, maniero simbolo del capoluogo irpino. Le indagini, condotte dalla società «Analisis» incaricata di verificare lo stat del sottosuolo, confermano quello che l’Arpac aveva già certificato nelle scorse settimane nell’ambito dei sei controlli effettuati con cadenza semestrale che la Conferenza dei servizi aveva stabilito.

Verifiche specifiche dell’ultima generazione che hanno accertato lo stato della piazza, nel suo sottosuolo. Come da procedura l’amministrazione ora dovrà rientrare in possesso della piazza.

Così saranno completati i lavori. Si punta a realizzare quei tanto attesi interventi di riqualificazione e riassetto che, nel progetto di insieme, comprendono anche Piazza Duomo e via Seminario. Le piazze sulla collina de La Terra sono, nei fatti, già completi.

Il passaggio necessario è quello, ora, di svincolare il cantiere dal blocco applicato dalla Procura per motivi giudiziari.

Come da protocollo l’amministrazione politica guidata da Vincenzo Ciampi ha inviato alla Procura della Repubblica di Avellino la richiesta di cambio del custode giudiziario. Insomma, nuovo sindaco, nuovo custode. Se fino a ieri lo era Foti ora tocca al sindaco pentastellato.

Poi servirà trovare un nuovo avvocato che seguirà l’iter giudiziario. Con Paolo Foti era Nello Pizza ad occuparsi del caso. Ma ora l’avvocato è il capo dell’opposizione, ed ex candidato in sidaco , sfidante proprio al ballottaggio dello stesso Ciampi.

Dunque si cambia anche il legale rappresentante dell’amministrazione nel caso che non sarà più il leader dei «Popolari» e delle opposizioni. Una volta espletati questi passaggi si dovrà procedere alla riapertura di cantiere e completamento degli interventi.

Ma resta da sciogliere il nodo dei lavori e del contenziozo. Otto milioni di euro di risarcimento questo l’importo del contenzioso apertosi con la precedente ditta. La prima udienza è già fissata per gennaio. È il risultato dei calcoli della ditta napoletana Cogepa, che a giugno aveva bloccato le opere e preannunciato la richiesta di un mega indennizzo al Comune. Calcoli e carteggi che finiranno davanti al giudice. Toccherà al nuovo assessore Rita Sciscio, ed il nuovo responsabile unico del procedimento, Gaetano D’Agostino, risolvere il caso. Per chiudere i lavori, basterebbero sei mesi.  Due le soluzioni : tentare una risoluzione bonaria del contenzioso con Cogepa; rescindere il contratto ed affidare gli ultimi lavori a un’ altra ditta. 

Per completare di Piazza Castello, però, prima il Comune dovrà rientrare in possesso dell’area, sequestrata dalla Procura della Repubblica nell’ormai lontano 2012.  Sullo sfondo resta il caso di una opera che si conferma eterna incompiuta. Eppure a sfogliare i quotidiani del tempo si parlava di lavori computati per una durata di soli sei mesi. Da sei mesi di anni ne sono trascorsi invece ben oltre sei. Su La Terra le cose sono andate meglio e sono finiti i lavori di Piazza Duomo e via Seminario.