Psicologi irpini uniti: così combattiamo depressione e suicidi

La psicologa: «La Settimana del Benessere. Così alleniamo la resilienza».

Un evento organizzato dall'ordine campano in tutte le province. Una occasione per favorire l'avvicinamento della città all'universo di psicologia e psicoterapia.

Avellino.  

Una settimana per ricordare all'Irpinia che i traumi psicologici, subiti da adulti e bambini, si possono prevenire, affrontare e vincere, a patto di conoscere le strategie giuste. Questa è la sfida lanciata da psicologici e psicoterapeuti della provincia di Avellino e della Campania durante la IX edizione della “Settimana del benessere”: partita l'8 ottobre e che continuerà fino al 13. Una serie di appuntamenti nei quali tra conferenze, momenti di formazione e confronti con la cittadinanza, l'universo della psicoterapia si apre alla città. E cerca di superare anche quegli scogli fatti di pregiudizi, forse il più comune è questo: «Solo chi sta male va dallo psicologo». Non è così: basta guardare a Paesi diversi dai nostri, come gli Stati Uniti, dove la figura dello psicologo è equiparabile a quella di un medico di famiglia con cui confrontarsi prima che accada un trauma, per far chiarezza con sé stessi.

Così al Circolo della stampa si è tenuto un seminario sulla resilienza con la presenza del consigliere irpino dell'ordine regionale degli psicologi, il dottor Michele Lepore, direttore anche della Scuola Campana di neuropsicologia, e durante gli eventi si è registrata la partecipazione di riferimenti di settore, come la dottoressa Rosa Bruno, Psicologa e Psicoterapeuta, dell'Istituto Campano di Neuropsicologia Forense e Coordinatore dell'Associazione Irpina di Psicologia (A.Ir.P.).

Eventi trasversali che hanno visto partecipare figure che vengono da altri universi fra le quali: il Primo Dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Avellino, Bianca Della ValleFabio Benigni, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Avellino, Ottavio Lucarelli, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, Francesco Sellitto, Presidente dell'Ordine dei Medici di Avellino, Carlo Iannace, Dirigente Breast Unit del “Moscati”, Lucia Ranieri, Dirigente scolastico ISISS “G. Ronca” di Solofra, Maurizio Russo, Dirigente nazionale OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) e Antonietta Bozzaotra, Presidente Ordine degli Psicologi della Campania.

Ottopagine.it ha intervistato la psicologa, esperta in neuropsicologia clinica, Carmen De Vito, che ci ha aiutato a fare il punto sull'evento, senza tralasciare un approfondimento sui disturbi psicologici più diffusi in Irpinia che, a volte, si traducono purtroppo anche in gesti estremi come i suicidi.

Quest'anno il tema portante della Settimana del Benessere è la resilienza: cosa intendiamo?

«La resilienza è la capacità di un materiale di resistere agli urti senza rompersi. Caratteristiche simili sono comuni anche agli esseri umani che, quotidianamente, si trovano a fronteggiare episodi “scomodi” o addirittura traumatici. Come ogni capacità anche la resilienza si può allenare. Partendo proprio dall'attività nelle scuole con i bambini: con i quali bisogna confrontarsi attraverso figure specializzate che sappiano come semplificare i concetti e, soprattuto, favorire il corretto sviluppo dei più piccoli. Purtroppo non sempre accade».

Che intende?

«Esistono pregiudizi, rispetto alla psicologia o e anche alla psicoterapia, legati al contesto culturale  e a episodi di scarsa professionalità. Molto spesso lo psicologo viene associato, per errore, solo a una malattia della mente da curare o a un problema da superare. Un tipo di pregiudizio che, comunque, è molto diffuso in Italia e in alcuni paesi latini, ma che non appartiene per esempio a quelli anglosassoni e agli Stati Uniti. Dove la figura di questo professionista è assimilabile a un medico di famiglia con il quale confrontarsi per favorire anche processi introspettivi e comprendere i nostri sentimenti e le nostre reazioni a quello che ci accade intorno. Qualcosa lo abbiamo mostrato con i laboratori gratuiti organizzati in concomitanza con questa Settimana del benessere».

Lei ha citato blocchi emotivi o traumi che, a volte, si traducono purtroppo in gesti estremi come i suicidi. Ecco: dal vostro osservatorio privilegiato, quali possono essere le strategie migliori per prevenire questi fenomeni?

«In Irpinia, così come in molte province italiane delle aree interne, il fenomeno dei suicidi è in aumento.  A causa di numerosi fattori fra i quali: l'isolamento di alcune comunità che favorisce l'assenza di alternative e prospettive per il futuro, l'erosione del tessuto sociale con i giovani che vanno via e gli anziani che spesso restano a vivere da soli e si sentono abbandonati, l'assenza di un percorso formativo orientato proprio allo sviluppo psicologico dell'individuo così da fornire gli strumenti essenziali ad affrontare i traumi della vita, l'abuso di sostanze come gli alcolici che, in media, è più diffuso in paesini dell'entroterra e spesso va di pari passo con l'alienazione sociale e con un avvicinamento al consumo di queste sostanze che avviene in età inferiori rispetto ad altri contesti sociali. E' impossibile dare una “ricetta” per combattere i suicidi. Di certo, però, si può strutturare un percorso dedicato ai più piccoli, portato avanti da figure qualificate. Uno strumento utilissimo che può aiutare a prevenire quei fenomeni che sono alla base della depressione e poi del suicidio».

Ecco, lei ha citato la depressione: un termine sempre più abusato nella società contemporanea e che rischia di diventare un “calderone” indefinito. Cosa intendiamo per depressione e come si può prevenire e affrontare?

«L’episodio depressivo costituisce una delle esperienze peggiori di perdita di piacere e interesse per quasi tutte le attività che in precedenza ci interessavano. Mancano le energie per fare qualsiasi attività, fisica o mentale. Si guarda alla propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di sconfitte di cui spesso ci si sente colpevoli o anche, ci si convince che la colpa sia degli altri, della sfortuna e ci si sente arrabbiati con tutto e tutti, fino ad arrivare ad isolarsi dall’intero contesto sociale. Per intervenire, dopo una diagnosi individuale, solitamente è utile la realizzazione di un percorso psicoeducativo. A partire dalle scuole:

Lo psicologo propone strumenti per favorire il benessere psicologico sfruttando la conoscenza e le reti sociali e le attività previste dalle realtà associative di Avellino: così ci cerca di sviluppare una rete sociale tra cittadini, una comunicazione più efficace fra l'istituzione scuola e gli adolescente, l'occasione di conoscere le problematiche giovanile e intervenire tempestivamente, oltre ad alimentare nei più giovani la capacità di gestire meglio il tempo libero e potenziare le competenze relazionali, imparando a combattere l'isolamento e la mancanza di strategie funzionali per il benessere psicologico».