Le due anime dei 5Stelle in provincia di Avellino. Prima si erano intraviste, ma sul caso della Stazione Hirpinia, quella dell'alta capacità a Grottaminarda, sono emerse in modo clamoroso.
E così, mentre Generoso Maraia, Ugo Grassi e Maria Pallini chiedono – con un linguaggio istituzionale – un incontro urgente con i tecnici e un confronto con il ministro Toninelli, per superare le riserve sulla realizzazione dell'opera», Carlo Sibilia, sottosegretario all'Interno, in uno dei suoi post su Facebook, così liquida la questione: «Domani faccio un paio di interviste per fare chiarezza sulla confusione creata ad arte dal partito del "non-governo" in merito alla questione "Stazione Hirpinia" . Chissà quanto dovevano "zuppiare" e siccome non li facciamo "zuppiare" più improvvisamente si svegliano».
Insomma, da una parte: linguaggio istituzionale, termini adeguati, richiesta di confronto, con questa aggiunta: «Sarà benvenuto ogni intervento che contenga una maggiore razionalizzazione delle risorse e un maggior controllo di spesa in fase di realizzazione, ma l’Hirpinia è e resta un'opera strategica necessaria per il rilancio di un vasto territorio in seria difficoltà socio-economica». Si chiama politica. Si chiama confronto. Su chiama: ricerca di una soluzione condivisa.
Ci stupiamo sempre, nel leggere le esternazioni di Carlo Sibilia. Ok, fino a quando era all'opposizione ci poteva anche stare (ormai, e purtroppo, la politica italiana ha sdoganato di tutto, anche nel linguaggio). Ma se si è al governo, e si ricopre un ruolo importante, resta davvero incomprensibile il ricorso a termini tipo “zuppiare”, quando oltretutto, parlamentari dello stesso partito, eletti nello stesso territorio, non ritengono affatto che quell'opera sia da “zuppiamento” (per citare il sottosegretario), ma da salvare per il futuro e le prospettive di sviluppo delle zone interne.
Mel post del deputato Carlo Sibilia, ci saremmo aspettati i motivi che hanno portato una commissione del Senato a ritenere preferibile tagliare l'opera, avremmo voluto sapere il perché non era utile ma serviva, evidentemente, solo a favorire qualche interesse (quale? Di chi?), avremmo voluto ascoltare le sue proposte per la crescita di questa depressa area del Mezzogiorno, i programmi, lo studio del territorio, le infrastrutture da realizzare, il futuro possibile per i nostri ragazzi. Carlo Sibilia dovrebbe non dimenticare che ora è al governo, e che non basta più accusare il passato brutto, cattivo e ladro. Serve altro, il passato è passato, meriterà al massimo il giudizio della storia. Faccia come Maraia, Pallini e Grassi. Interroghi il ministro, chieda un confronto e informi i cittadini che lo hanno votato (e anche gli altri, meritevoli della stessa considerazione). E non – come ha detto -: «Faccio un paio di interviste per fare chiarezza...». Quelle interviste non le abbiamo sentite, nessuno le ha chieste o il sottosegretario si è rifiutato di rilasciarle. Nel frattempo non è stata fatta chiarezza. E gli abitanti di questa provincia aspettano. Lo fanno da tanto e cresce il timore che dovranno farlo ancora per molto.
