Avellino, telecamere Rai "scrutano" i problemi del tribunale

Presa Diretta sta realizzando un reportage sui palazzi di Giustizia. Oggi tappa ad Avellino

Avellino.  

di Andrea Fantucchio 

I giornalisti di “Presa Diretta”, la trasmissione di Rai3 che va in onda ogni lunedì sera, questa mattina erano al tribunale di Avellino. Stanno preparando un reportage sulla situazione di alcuni palazzi di giustizia della penisola italiana. Approfondimenti che spaziano dalla questione sicurezza all'organizzazione dell'attività istruttoria, senza dimenticare focus su questioni relative alla quotidianità vissuta fra le aule.

Il capitolo sicurezza, relativo ai tribunali, è tornato d'attualità con il caso di Bari. Dove a fine maggio era stata istallata una tendopoli nel parcheggio sterrato del Palagiustizia per celebrare le udienze dopo la dichiarazione di inagibilità della struttura. Una situazione paradossale, fra caldo infernale e allagamenti causate dai temporali, che aveva spinto il Governo a sospendere l'attività penale ordinaria nel capoluogo pugliese dal 28 maggio al 22 giugno.

Durante il reportage di Presa Diretta, curato dai colleghi Danilo Procaccianti e Luigi Mastropaolo, sono stati ascoltati il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avellino, Fabio Benigni, e il legale, Giovanni Iacobelli. La trasmissione ha poi contattato anche la Camera Penale, guidata dall'avvocato Giuseppe Saccone, che da anni ha portato avanti una battaglia sulla sicurezza del Palazzo di Giustizia di Avellino, tema affrontato anche dal suo predecessore, l'avvocato Gaetano Aufiero.

A novembre del 2017 il Comune di Avellino aveva approvato il progetto esecutivo per l’adeguamento sismico del tribunale. Poi il Provveditorato alle opere pubbliche, ora responsabile anche degli aspetti che riguardano il Palazzo di Giustizia, doveva appaltare la gara con 5 milioni di euro a disposizione, soldi stanziati dal Ministero di Grazia e Giustizia. Al momento – però – è ancora tutto fermo: arenato fra le anse della burocrazia, come spesso accade in tante brutte storie italiane. E nonostante gli appelli di avvocati e magistrati. La questione è stata più volte affrontata, infatti, anche del presidente, Vincenzo Beatrice, che però non ha ricevuto le risposte sperate dagli enti competenti. Con un progetto, quello della Cittadella giudiziaria, da sempre fermo al palo. Intanto – nei corridoi del tribunale – è ancora visibile l'avviso che invita chi assiste alle udienze a non sostare per luoghi periodi e abbandonare il palazzo, appena possibile, proprio per questioni relative alla sicurezza. Tornate d'attualità, qualche anno fa, dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco. Tematiche che ora approderanno anche sulla rete nazionale.