Ed eccoli i debiti del comune. Quel deficit monstre – illustrato dal sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi – che ha spinto l'esecutivo a firmare la delibera di giunta per il dissesto, e che nel prossimo consiglio vedrà impegnata l'aula in un dibattito, complesso, difficile e in qualche modo drammatico.
«C'è un disavanzo ulteriore di oltre sedici milioni che si somma a quello già accertato di 19 – dichiara il sindaco -. I debiti del comune sono di 134milioni e di questi 50milioni sono per la spesa corrente». I guai non sono finiti. Ciampi continua in un post sulla sua pagina Facebook: «I crediti di dubbia e difficile esigibilità sono di 51 milioni. Il contenzioso ammonta a 20 milioni. I debiti fuori bilancio sono oltre i dieci milioni. Mentre – conclude – ammontano a sedici milioni di euro le fatture liquidate e non pagate ai fornitori».
Se questo è il quadro, siamo di fronte a una mappa del disastro. Disseminata da voragini. La situazione di deficit strutturale del comune, forse non nei dettagli, era cosa nota, e l'amministrazione ha fatto bene a portare avanti questa “operazione trasparenza”. Forse poteva venire alla luce un po' prima, ma solo per evitare la fastidiosa e per i malpensanti sospetta coincidenza con la mozione di sfiducia.
Il sindaco su questo punto ha tenuto a specificare: «E’ bene ricordare che soltanto oggi, con la nostra operazione verità, si comincia a mettere nero su bianco che i problemi di bilancio per il comune di Avellino sono di natura strutturale». Lasciando intendere che prima non c'era la possibilità di avere una situazione completa del disastro.
«Da questo quadro – continua Ciampi - emergono, a nostro parere, tutti i presupposti per procedere alla dichiarazione di dissesto finanziario del Comune. Il nostro obiettivo è di non aggravare ulteriormente la situazione, a svantaggio in primis degli avellinesi, per ulteriori 15 anni, il tempo necessario, con un eventuale pre-dissesto, per mettere a posto i conti». E questa è una frase importante. Perché come saprete i tecnici del comune sono propensi a favorire l'ipotesi pre dissesto, mentre l'esecutivo ha scelto una strada più drastica. Ciampi lo spiega ancora meglio: «Le conseguenze del dissesto e quelle del pre-dissesto sono pressoché simili per il presente ed il futuro dei cittadini. Il dissesto è l’unica strada percorribile. Stiamo facendo il nostro dovere fino in fondo, in 3 mesi siamo riusciti a tirare fuori tutti gli elementi utili a valutare la situazione, cosa che adesso spetterà al consiglio comunale, organo supremo chiamato a decidere».
Prime reazioni dall'opposizione.
«Adesso leggiamo le carte – ha scritto Luca Cipriano sulla sua pagina Facebook - e studiamoci i numeri. La scelta è seria, non si improvvisa. Se però così è, pronti a votare il dissesto in Consiglio comunale. La città ha bisogno di verità. Chi ha sbagliato deve pagare. Chi ha mentito per anni sui conti del Comune deve assumersi la responsabilità di aver rovinato la città. Operazione verità. Adesso ne vedremo delle belle...».
