Il dramma silenzioso di una famiglia che oggi chiede aiuto

Una figlia uccisa dopo anni da un male incurabile. Le cure costose e il disagio economico.

il dramma silenzioso di una famiglia che oggi chiede aiuto

La lettera dell'altra figlia. Una richiesta d'aiuto piena di pudore, per una famiglia che deve trovare la forza di rialzarsi e andare avanti

Ci sono storie che sono drammatiche anche perché così normali, quotidiane, sono le storie che potrebbero accadere a tutti. Sono quelle che non lasciano traccia nelle pagine di cronaca e sono vissute spesso in silenzio, senza rumori: solo dolore, chiuso dentro, nascosto, mai ostentato, anzi, celato quasi con pudore.

Una di queste storie ci è arrivata in posta. E' un appello, disperato e discreto, arriva da una famiglia, prima distrutta da un dolore indicibile, quello di una figlia portata via da un male incurabile dopo anni di sofferenze, poi ridotta in grave disagio economico, anche per le conseguenze di quella strenua, coraggiosa e purtroppo inutile battaglia.

Ve lo riportiamo – quest'appello – così come è arrivato. E' una richiesta d'aiuto. Anche in questo caso discreta fino ai limiti del pudore. Ma che non ci sentiamo in nessun caso di ignorare. Ci auguriamo che qualcuno tra voi possa dare una mano. Anche per dare un senso a quella parola, comunità, che oggi e sempre di più diventa importante, ma che per paradosso proprio oggi e sempre di più, troppo spesso tendiamo a ignorare, dimenticare, cancellare. Nel nome di un egoismo che ferisce prima di tutto chi lo pratica.

Se avete due minuti di tempo, leggete le poche righe scritte di seguito. Potrete manifestare solidarietà, ma – se possibile – anche qualcosa di più.

Otto anni fa a mia sorella, allora 17enne, é stato diagnosticato un tumore raro, incurabile. La sua lotta è durata otto lunghi anni finché il mese scorso ci ha lasciati. Siamo rimasti senza niente: senza una figlia, una sorella, senza casa e senza soldi. Si, perché di questi tempi anche per morire bisogna essere ricchi. Il lavoro di mio padre, libero professionista, è diventato sempre meno e mia madre non ha potuto lavorare per prendersi cura di mia sorella. Le medicine, le visite specialistiche, le trasferte a Milano ci hanno costretti anche a vendere la casa, eppure i risparmi sono terminati. Non abbiamo mai chiesto aiuto in questi anni, per estrema riservatezza e per indole ma ora credo sia arrivato il momento. Quello che desidero per i miei genitori è un lavoro, perché possano trovare una ragione per andare avanti senza una figlia e perché possano vivere tranquilli. Vorrei per loro la serenità di non dover continuare a campare alla giornata, con l'ansia di non arrivare a fine mese. Dopo la tragedia che ci ha colpiti, non ci sarebbe regalo migliore. Per questo motivo mi appello a chiunque abbia la possibilità di offrire un posto di lavoro ai miei genitori, ad almeno uno dei due. So bene quanto è ambito un lavoro di questi tempi, nella nostra città, ma sento e spero che tra chi sta leggendo queste righe qualcuno che può aiutarci c'è. Grazie. Per contattarci, prego scrivere mail all'indirizzo alfdea@alice.it.