Malzoni, è polemica sulla proposta per le lavoratrici Tempor

Caruso (Uil): Inaccettabile, solo tagli e riduzioni. Così non va. Proposta fatta senza i sindacati

Avellino.  

Non c'è pace per la Clinica Malzoni. Nuove polemiche per la proposta dedicata alle lavoratrici Tempor. Sindacati in rivolta per una richiesta di accordo che non avrebbe coinvolto, in nessuna fase, i referenti di categoria.

 

«Ancora una volta registriamo un atteggiamento scorretto da parte dei vertici delle clinica - spiega Stefano Caruso, Uil - che continuano a chiamare gruppi di lavoratori e lavoratrici strutturati e non per chiedere di accettare percorsi di cui noi non sappiamo nulla. Il tutto in nome di uno spirito di collaborazione e sacrificio per salvare azienda e posti di lavoro. In questo caso, per giunta, sembrerebbe che sia stato chiesto di riunciare alle mensilità arretrate. Una soluzione inaccettabile, se si pensa che medici e primari non vengono minimamente toccati da un piano di riassetto che si vuole continuare a far pagare proprio ai lavoratori meno fortunati».

 

Il sindacato annuncia una nuova riunione sul caso e invita, iscritti e non alle varie sigle, a non accettare qualsivoglia proposta. «Primari e medici ad ogni richiesta di riduzione e tagli anche solo dei superminimi hanno detto no - spiega Caruso -. E l'azienda continua a parlare di un riassetto di azienda e finanze che sembra debba essere realizzato sempre e solo con il sacrificio di chi percepisce stipendi ridotti, sostiene turni faticosi e comunque tiene in sospeso ben tre mensilità, con tanto di tfr congelati».

 

Sullo sfondo il concordato preventivo. E proprio per questo Caruso invita ogni lavoratore a riflettere. «Le risorse sono lì e gli arretrati vanno saldati - spiega -. Senza contare che sono venuto a sapere che si parla anche di alzare le ore di lavoro da 36 a 48. Conti e numeri tutti da verificare, per questo è inaccettabile che facciano programmi e proposte ai dipendenti senza preoccuparsi minimamente di confrontarsi con le parti sindacali». 

 

Solo poche settimane fa c'era stata la dura protesta sul caso della proposta, che comunque resta ancora sul tavolo, di ridurre gli stipendi del venti per cento. «Così si sarebbero risparmiati 6 milioni l'anno, certo - continua Caruso -. Ma perchè non tagliano sui medici. Ci sono lavoratori della Malzoni, ridotti allo stremo. Ci sono famiglie in bilico, disperate con i conti in rosso. C'è anche chi non riesce neanche più a mettere la benzina o a pagare l'assicurazione dell'auto per raggiungere il posto di lavoro».

Simonetta Ieppariello