Il primo documento ufficiale è del 27 agosto dello scorso anno. Un esposto alla Procura per un asserito illecito penale. Un curriculum che un primario dell'azienda ospedaliera Moscati sostiene essere falso, ovvero potenziato, e che sarebbe alla base della possibile nomina a dirigente medico (noi mortali traduciamo primario) di un collega, nell'ambito del reclutamento per la copertura di un posto con incarico di direttore presso la medicina interna all'Azienda ospedaliera Moscati.
Secondo la denuncia presentata dal dirigente S.D.A., 69 anni nativo di Arzano, nel curriculum del collega P.S., 46 anni di Milano, ci sarebbero attribuzioni di carriera false (asseritamente non rispondenti alla realtà) che sarebbero però alla base della sua selezione nel concorso.
La legge prescrive che i dirigenti medici, senza doverne prima dare notizia alla direzione generale (in questo caso a Percopo) in presenza di illeciti penali debbano immediatamente denunciare all'autorità giudiziaria e poi seguire la procedura interna.
Cosa che è stata fatta iscrivendo al protocollo informatico dell'Azienda ospedaliera una prima volta il 30 agosto e, successivamente, il 17 novembre scorso, l'inoltro di dettagliate relazioni con le quali venivano informati il direttore generale Angelo Percopo, il direttore sanitario Conte e il dirigente delle risorse umane dell'illecito.
Sull'argomento, anche un perito incaricato dall'Azienda ospedaliera, l'avvocato Antonio Sorice, ha confermato i dubbi sul curriculum e quindi sui requisiti che avevano, al contrario, consentito al dirigente P.S. di essere ammesso al bando.
Allo stato, non risultano provvedimenti da parte dell'azienda. Il bando, chiuso per l'incidente di percorso, il 21 dicembre scorso è stato riaperto.
Come già accaduto, la sanità irpina incastra, quasi ogni giorno, numerose casualità e le trasforma in storie ai più inspiegabili, come colpi di “K” che talune realtà attraggono più di altre. Sarà fortuna, solo fortuna.
