Via Tuoro, "Si inverta il senso unico, il commercio è al palo"

La petizione non è servita, serve l'inversione di marcia secondo i commercianti

Avellino.  

Poche insegne illuminate, pochissime. Sempre più negozi che chiudono i battenti. Quello che servirebbe sarebbe una inversione di marcia, nel vero senso della parola. sì perchè a Via Tuoro Cappuccini la scelta di cambiare il senso di circolazione, unico, in direzione via Scandone da piazza Kennedy sembra essere davvero coincisa col tracollo degli affari.

Nel piano di mobilità revisionata con l’allora amministrazione Foti, e mai rivista nei pochi mesi di lavori del sindaco Ciampi, si scelse di invertire il senso di marcia. Una scelta di necessità, come spiegarono al tempo amministratori, tecnici e dirigenti del comparto mobilità di piazza del Popolo, dettato dal fatto che andava obbligatoriamente creato quel tipo di direzione per il traffico viario. Troppo smog si andrebbe a concentrare nella zona dello stallo e partenza dei bus e dunque, deviare dall’incrocio in senso di marcia unico a salire coinciderebbe con la creazione di una necessaria “via di sfogo e collegamento” del traffico cittadino nella direzione di uno dei poli a maggiore concentrazione di scuole e residenti.

Ma a pagarne le spese sarebbero state proprio le attività commerciali. Lo testimoniano il numero di negozi chiusi in pochi mesi. Uno dopo l’altro hanno chiuso i battenti, spento le insegne e nei migliori casi hanno traslocato altrove.

A nulla è servita anche una petizione con 300 firme (iniziativa che ha visto in campo sia gli esercenti che i residenti) inviata all’amministrazione comunale: Foti prima e Ciampi dopo non hanno preso in considerazione l’idea di ripristinare il vecchio senso di marcia.  Le tante saracinesche abbassate e le poche insegne ancora accese testimoniano di una situazione che racconta la desolazione economica e produttiva della zona.

Insomma, ancora una volta i negozianti chiedono aiuto. Stavolta la richiesta è stata avanzata al commissario Priolo affinchè riveda il piano di collegamenti viari e del traffico nella zona.

Ma visti i dati proprio sul concentramento di livelli del Pm 10 ad Avellino, che lo scorso anno si è confermata città numero uno della Mal’Aria sarà difficile ottenere un cambiamento.

La misura, in vigore da oltre due anni è servita ad alleggerire il traffico in una zona nevralgica cittadina, quella di Piazza Kennedy, al fine di limitare l’inquinamento dell’area e quindi lo sforamento delle concentrazioni medie giornaliere di PM10, rispetto ai limiti previsti dalla normativa vigente. Limiti, come è noto, già ampiamente e tristemente superati e per i quali si cercano piani e misure di intesa con i comuni limitrofi.