Ecco Preziosi, il rapper irpino che ha conquistato il web

Si fa chiamare “Il Cervello”: così ha trovato la strada della rinascita. Un successo il suo video

Avellino.  

Si chiama Antonio Preziosi, in arte Il Cervello, il rapper irpino che con il suo video “Io sono fatto di cera” ha conquistato il web e gli amanti della musica undeground.

Il videoclip è tratto da Spirale, primo EP dell’artista ed è ambientato nel borgo fantasma di Apice, abbandonato dai suoi abitanti a causa di due terremoti, quello del 1962 e del 1980.

Classe 1991, Antonio Preziosi è un rapper, screamer e bassista in diverse band punk, metalcore, stoner nel panorama underground locale, compositore e giornalista pubblicista, cresciuto tra Avellino, città natale, e Roma dov’è studente del Dams.

La sua musica significa rinascita, la sua storia comincia con tre dischi, quelli della formazione, comprati tutti insieme a tredici anni: linking Park, Red Hot Chili Peppers e Bluvertigo. Da allora Antonio non ha mai smesso di ascoltare musica e comporre.

“Sono partito suonando il basso, entrando in diverse band punk, metal, elettropop – spiega l’artista irpino – mi sono sempre confrontato con diversi generi musicali e, contemporaneamente, mi sono appassionato allo scream come tecnica vocale, un sottogenere del metal, in modo particolare il mio è un timbro growl gutturale e profondo”.

Oggi Antonio ha già alle spalle un primo EP- Spirale, uscito lo scorso anno, e un videoclip d’esordio nato un mese fa, ambientato nel borgo fantasma di Apice.

“Volevo raccontare la lotta con i propri demoni interiori in modo diverso, fumettistico, a metà tra cinema e teatro. Quando ho visto Apice, mi sono innamorato della location, un museo a cielo aperto ricco di storia e di mistero”.

Il videoclip, diretto dall’atripaldese Michael Giannantiempo, è soprattutto una storia di rinascita.

“Sei a casa, nel tuo letto, e all’improvviso ti risvegli in una città fantasma, dimora di macabri scheletri che ti perseguitano, ti tormentano e non vogliono che tu vada via. Man mano che cammino nella città fantasma, divento consapevole di essere in un sogno lucido e comincio a controllarlo, a modificare il mio percorso di rinascita interiore”.

I beat di Spirale sono stati prodotti dal beatmaker Alessandro D’Alessio a.k.a Deville. Il sound è crudo, dark e fresh, una boccata d’aria fresca e colma di novità nel moderno panorama musicale italiano.

“All’interno di Spirale – racconta Antonio – c’è tutto quello che è stato e che sarà del mio percorso artistico e umano. Il prossimo anno sarà completato l’album – di cui l’EP è un’anteprima – che conterà 10 o 12 brani. Sarà una miscela di generi diversi ma avrà in sé un valore concettuale. In quello che faccio, dalla scrittura alla musica, c’è sempre un punto comune. Io sono fatto di cera, Il tuo posto nel mondo e Storie di fantasmi sembrano un racconto sonoro unico. Ho lavorato ai brani in solitudine, li ho composti d’istinto, senza una base”.

Il suo percorso è segnato anche da sofferenza e dolore, dalle quali parte la sua rinascita umana e musicale.

“C’è stata un’evoluzione radicale dopo la morte di mio nonno, quel momento mi ha segnato e mi ha permesso di trovare la mia impronta, di stabilire quale segno volevo lasciare. E così ho concentrato tutte le mie energie nel progetto musicale”.

Ed è nato il suo album d’esordio, Spirale, dove l’artista affronta i propri demoni interiori, i mostri con cui ha lottato per una vita e grazie ai quali ha avuto modo di rinascere. Tematiche quali la solitudine, la paura del futuro, la linea sottile tra la vita e la morte sono parte integrante del processo creativo che ha portato a questo percorso artistico. Antonio, in arte il Cervello, “Perché il cervello le persone non lo usano più, anche nell’arte e nella musica” attraverso i suoi testi mette a nudo le contraddizioni più profonde della sua psiche, svelando i demoni della sua coscienza. Ma il suo, è soprattutto, un messaggio positivo, di rinascita, dove invita i giovani a non arrendersi mai.

“La mia è un’ode alla rinascita, al pensiero positivo, ai mutamenti, alle scelte che ci tengono in vita, solo che tutto questo passa inevitabilmente per le difficoltà, per le sofferenze e le perdite. Spirale rappresenta quel moto orario e antiorario che compie l’esistenza di tutti gli esseri umani e che dipende essenzialmente da noi, dalla direzione che prendiamo, dalla libertà di decidere e pensare, di riprendersi quello di cui abbiamo bisogno. Il percorso, parte dal dolore e si trasforma in energia”.