Non c’è pace per il centro storico di Avellino. Degrado, marciapiedi sconnessi, sosta selvaggia e ratti ovunque. I commercianti e residenti chiedono un intervento immediato del comune per “sanificare” la zona. La zona dove ci sono i problemi maggiori è quella della Dogana. Qui e intorno al monumento diventato rudere le segnalazioni si sprecano. In alcuni casi, i peggiori, i topi sono spuntanti anche dentro i negozi., Come nel caso di una signora che si è visto comparire un ratto nella stampante. “L’animale era morto - racconta l’esercente. E’ stato terribile. Me ne sono accorta perchè non riuscivo a stampare dei documenti. Ho aperto la cassettiera e ho trovato il ratto morto”.
Insomma, una situazione ormai diventata insostenibile. Gli addetti dell’Azienda sanitaria di via degli Imbimbo sono arrivati sul posto accertando la presenza dei ratti e ordinando nei prossimi giorni una derattizzazione. I commercianti rimarcano come la presenza di discariche a cielo aperto, a ridosso della Dogana diventa un richiamo proprio per topi. Rifiuti di ogni genere diventano un lauto pasto per gli animali.
Ma c’è chi corre ai ripari, utilizzando bellezza, arte e fantasia. Bianca Pacilio, artista avellinese, illustratrice tradizionale e digitale, scenografa, costumista, grafica, decoratrice d'interni (trompe l'oeil), creatrice di complementi di arredo, ha deciso di esporre nel suo laboratorio, da pochi giorni aperto al pubblico proprio per scelta nella piazza della Dogana, una sua creazione ad hoc: il pifferaio magico. “Spero richiami gli odiosi animali a recarsi altrove, magari a ritornare nelle fogne, per liberare la nostra città dalla loro odiosa presenza”, commenta scherzosa Pacilio. L’artista ha deciso di creare questo presidio di bellezza e resistenza artistica, proprio nel centro storico dimenticato, offeso e degradato. La bellezza salverà tutti. Questa la speranza, citando il noto aforisma. Insomma la leggenda del Pifferaio di Hamelin, nata nel Medioevo tedesco, ha ispirato molti autori, tra cui i fratelli Grimm e Robert Browning, prima di Marina Cvetaeva, e anche Bianca Pacilio che ha voluto utilizzarlo a memoria e racconto, a rimarcare come non sia accettabile che il luogo di pregio di un capoluogo, sia invaso dai ratti.
La favola narra di “ un borgo invaso dai topi ne viene liberato da un misterioso Pifferaio che al suono del suo strumento allontana tutti i roditori portandoli ad annegare in un fiume”. Ci auguriamo che il Pifferaio di BIanca Pacilio riesca nell’impresa.
