Priolo dichiara il pre-dissesto. "Non venderemo lo stadio"

Si ridimensiona la stima della massa debitoria che si aggirerebbe intorno ai 20 milioni

Avellino.  

Lo stato di salute dei conti del Comune di Avellino non era poi così comatoso come descritto dall'amministrazione Ciampi. A questa conclusione è arrivato il Commissario Straordinario Giuseppe Priolo che sceglie invece un piano di riequilibrio, nettamente inferiore ai 15 anni.

Dunque, per risanare il disavanzo di cassa, si intraprenderà la strada del pre-dissesto finanziario. L’annuncio in conferenza stampa alla presenza della triade commissariale composta anche dai sub-commissari Silvana D’Agostino e Francesco Ricciardi. Al tavolo anche il dirigente del Settore Finanza, Gianluigi Marotta. "E’ una scelta doverosa e ragionevole, il Comune ha tutte le carte in regole per far fronte a questa situazione - queste le prime parole del Prefetto Priolo che poi ha aggiunto “Non svenderemo i gioielli di Avellino, i tesori di famiglia". Il riferimento è alle voci circolate in queste settimane sull'alienazione dello Stadio Partenio e del Palazzetto dello Sport. Inoltre siamo consapevoli delle carenze della macchina amministrativa, per questo procederemo, nei limiti del possibile, al suo potenziamento e alla razionalizzazione del personale" (verranno assunti fino al 2021 quattro dirigenti, ndr)

“Non c’è un grosso importo di debiti”, gli ha fatto eco il Sub-commissario Ricciardi, non certo i 36 milioni certificati dalla giunta Ciampi. Piuttosto 5 contenziosi aperti con il Comune in materia di lavori pubblici hanno gravato in maniera significativa sullo stato di salute dei conti”. La stima del disavanzo si aggirerebbe intorno ai 20 milioni di euro. “La sfida ora è accelerare sulla riscossione – ha concluso Ricciardi - perchè in città c'è un evasione diffusa”.

Poi due chiarimenti più politici di Priolo.“Da parte nostra non c'è stata nessuna fuga dalle responsabilità e nessuna pressione subita da esponenti politici in questi mesi. Se avessimo voluto lavarci le mani avremmo dichiarato il dissesto dopo un mese, invece siamo andati fino in fondo. Nessun politico ha condizionato questa nostra decisione perchè sapevano non chi avevano a che fare”