Avellino piange il filosofo della ragione, Francesco Saverio Festa si è spento ieri a casa sua. Aveva 71 anni il professore Festa, mente illuminata da sempre impegnato nei dibattiti e riflessioni sul mezzogiorno dimenticato. Un malore fulminante lo ha strappato alla vita. Lo hanno trovato ieri sera, attorno alle 18, riverso a terra nella sua stanza da letto, ancora vestito.
Professore di Filosofia politica all’Università di Salerno potrebbe essere morto nella notte tra martedì e mercoledì. Da allora non si avevano sue notizie. La sua assenza ai corsi di Storia della Filosofia politica e di Filosofia politica senza avvertire gli studenti, aveva destato qualche preoccupazione.
Poi la sua assenza anche al Godot Art Bistrot di via Mazas, a pochi passi dalla sua abitazione di via Partenio, per un seminario ha allarmato davvero tutti. Allertate le forze dell'ordine la triste scoperta. Aperta una finestra ed entrati nella casa, i pompieri hanno rinvenuto il corpo senza vita del professore riverso sul pavimento nella camera da letto. In tanti postano foto e ricordi del professore e fiosofo autentico dal rettore di Salerno Aurelio Tommasetti, che parla di «una perdita immensa» a Nunzio Cignarella, passando per Francesco Saverio Iandoli, sindaci e voci del sindacato, come Fiordellisi.
Come dimenticare l'avventura del Borgo dei Filosofi, che Festa con Angelo Antonio Di Gregorio realizzò in Irpinia e che riuscì a portare ad Avellino Zygmunt Bauman per una sua lectio magistralis nel 2008. La città al centro del dibattito e riflessione filosofica internazionale. Furono gli anni dell'impegno militante perchè proprio dalla terra dell'osso si avviasse una riflessione seria sul futuro del sud.
«Se ne va un grande meridionalista- commenta il magnifico Rettore della Unisa, Tommasetti - che aggiunge commosso: è stato uno studioso attento, un professore che ha formato migliaia di studenti nel reparto e corsi di Scienze del patrimonio culturale».
Sconvolti amici e colleghi. Franco Fiordellisi lo aspettava ieri sera per un nuovo momento di riflessione.
L’ex vicesindaco Antonio Gengaro commenta addolorato: se ne va un uomo migliore. Il primo ricordo che mi viene in mente risale agli anni ‘90 quando organizzammo un convegno insieme alla libreria Guida e con l’Osservatorio Gaetano Vardaro. Francesco Saverio Festa convinse Massimo Cacciari a venire in Irpinia. La città e la provincia per- dono un punto di riferimento altissimo, che aveva rapporti con il mondo culturale tedesco e austriaco. Una personalità eccelsa, un fine studioso. La nostra provincia resta più povera di una mente raffinata e ricca».
