Vigili del fuoco. "Noi, il sisma e quell'istinto di salvare"

La grande festa per gli ottanta anni al Gesualdo, prima tappa nazionale

Avellino.  

Da Avellino sono partite le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il capoluogo irpino è stato scelto come sede d’avvio delle iniziative che saranno di scena in tutta la penisola. A fare gli onori di casa è stata la comandante provinciale dei vigili del fuoco, Rosa D’Eliseo. Che dice: «Siamo orgogliosi di essere la città da cui partono le solenni celebrazioni per tutti i Vigili del Fuoco impegnati quotidianamente nel soccorso diretto alle persone». Presenti le massime autorità civili, militari e religiose come i sottosegretari al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia e Stefano Candiani, il Capo Dipartimento regione Campania Giovanni Nanni e il numero uno del Corpo Fabio Dattilo. A presentare l’evento di oggi è stato l’attore Pino Insegno, che nonostante claudicante per un infortunio è riuscito a scaldare e divertire la platea. Quindi le celebrazioni proseguiranno in otto città italiane. Otto tappe in sequenza, che scandiranno le storie, i fatti italiani, le calamità naturali che hanno cambiato per sempre la storia del nostro paese.

«Con questa giornata speciale – spiega Candiani – parte la celebrazione itinerante che coinvolgerà alcune province italiane che, negli anni, hanno subìto eventi calamitosi particolarmente gravi e hanno visto i Vigili del fuoco protagonisti. Stiamo parlando di uomini che hanno scelto di dedicare la propria vita per aiutare, soccorrere il prossimo».

«A loro “eroi di tutti i giorni” va il mio ringraziamento per il servizio che svolgono con passione, professionalità, per l’impegno e il senso di responsabilità dimostrato nel corso degli anni. Inoltre annuncio che sono state ufficializzate le prossime 1500 assunzioni. Unità comunque preziose per chi presta servizio ogni giorno in condizioni di grande difficoltà e pericolo».

Candiani sottolinea l’attenzione del Governo: «Ci stiamo muovendo su diversi fronti. La priorità è raggiungere lo stesso trattamento economico e previdenziale con le altre forze dell’ordine». Avellino è stata scelta come prima tappa per ricordare l’impegno dei caschi rossi in occasione del sisma del 23 novembre 1980. Sul palco i ricordi dei caschi rossi in pensione, che hanno ripercorso quei tragici momenti in cui l’Irpinia si trovò far fronte da sola, nei primissimi momenti, alla calamità.

“Ero una giovane irpina, una ragazza - ha ricordato Rosetta D’Amelio -. La terra tremò, crollarono paesi interi, migliaia di morti. C’erano loro al nostro fianco: i vigili del fuoco, i nostri eroi ogni giorno, allora come ieri».

Ha emozionato tutti il concerto della Banda Musicale Nazionale dei Vigili del fuoco. In platea ci sono state le scolaresche che nel corso della settimana hanno partecipato ai percorsi formativi e alle attività dimostrative eseguite dai caschi rossi.

Nel foyer del teatro la mostra storica. In esposizione mezzi e attrezzature d’epoca utilizzate dai pompieri agli inizi del Novecento.
I vigili del fuoco hanno iniziato il viaggio per celebrare gli 80 anni di fondazione da Avellino dove, durante l’intera settimana, hanno incontrato gli alunni delle scuole della città, con i quali hanno condiviso un percorso di conoscenza e formazione sulla sicurezza.
Nella mattinata del 30 maggio, la Banda musicale del Corpo Nazionale, in un teatro gremito, alla presenza dei sottosegretari all’Interno Candiani e Sibilia, dei vertici dei Vigili del fuoco e delle maggiori autorità civili e militari del territorio, ha accompagnato i presenti in un cammino tra diversi generi musicali.
Pino Insegno, che ha prestato servizio come vigile ausiliario, ha sapientemente presentato il concerto regalando apprezzamenti, battute e recitando poesie.
In questa città non poteva mancare  il ricordo del terremoto che, nel 1980, devastò l’Irpinia e provocò migliaia di morti. Due sono state le testimonianze portate sul palco: quella dei capireparto in quiescenza Pasquale Marinelli e Carmine Addivinola che hanno prestato soccorso fin dalle prime ore, scavando anche a mani nude per cercare di salvare chi era rimasto sotto le macerie.
Gli onori di casa sono stati fatti dal comandante Rosa d’Eliseo che, nel portare il suo saluto, ha voluto ringraziare, in modo particolare, i ragazzi delle scuole che hanno partecipato ai momenti formativi.  Apprezzamento nelle parole del commissario prefettizio Giuseppe Priolo che ha definito i Vigili del fuoco: “una grande famiglia vivace ma coesa soprattutto durante le emergenze”. Il presidente della Provincia, Domenico Biancardi ha dichiarato che il territorio ha sempre bisogno dei Vigili del fuoco, non solo nelle grandi emergenze. La commozione ha rotto le parole della presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, che ha vissuto in prima persona la tragedia del 1980 e che ha visto da vicino il lavoro incessante delle squadre VVF.
Il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia ha ricordato che quando la terra trema si provoca uno scollamento, una ferita che grazie al lavoro di chi, come i Vigili del fuoco, presta soccorso riesce a rimarginarsi.
I saluti istituzionali si sono conclusi con le parole del sottosegretario all’Interno, con delega ai VVF, Stefano Candiani che ha sottolineato: “ oggi, tutta l’Italia si trova ad Avellino per celebrare un Corpo che non conosce confini prestando soccorso in qualsiasi condizione”.