"L'irpino più felice del mondo se salviamo Acs, ma ho dubbi"

Carlo Sibilia commenta cosi il maxi prestito che l'ente idrico ha richiesto alla CDP

Avellino.  

Carlo Sibilia ribadisce le proprie perplessità sul maxi prestito da 50 milioni di euro che l'Alto Calore Spa ha inoltrato a Cassa Depositi e Prestiti. Lo ha fatto a margine della conferenza stampa di questa mattina su un anno di governo a marchio Lega-Cinque Stelle. "Oggi siamo al  24 aprile e il fatto che un'azienda con 140 milioni di euro di debiti sia arrivata dopo quattro mesi, a mandare le carte a Cassa Depositi e Prestiti, secondo me, significa ci sono dei ritardi evidenti. Ora la Cassa Depositi e Prestiti, con la sua parte di analisti, farà le sue considerazioni e se dovesse andar bene io sarò l'irpino più felice del mondo perché salviamo un'azienda che ha queste possibilità. Però se questa analisi dice picche allora evidentemente c'è qualcuno che ha fatto delle valutazioni sbagliate e dovra trarne le dovute conseguenze".
 

Lei però ha fatto un'apertura di credito a Ciarcia. Come mai?

"Io semplicemente ritengo che il mio ruolo è soltanto uno, cioè quello di evitare che i comuni irpini vadano in bancarotta. Il progetto che ci è stato messo davanti ha un iter molto semplice: si chiede l'aumento di capitale ai Comuni che non ce la fanno perché i soldi non ce li hanno, non opteranno le quote e le metteranno sul mercato. Sul mercato le compra il privato. Quindi per evitare questo procedimento e per evitare lo sforzo dei comuni di mettere dei soldi e andare in bancarotta, ingolfando il lavoro del ministero, quello che ho potuto fare è dire mettiamo in contatto il presidente che dice di voler avere un prestito con la CDP. La mia disponibilità c'è sempre stata, ora bisogna capire dove si va a finire. Io non vorrei - conclude Sibilia - che arrivino delle convocazioni assembleari per discutere di qualcosa che di fatto non c'è ancora. Se noi andiamo a parlare di un bilancio e non abbiamo l'analisi di Cassa Depositi e Prestiti. Ditemi voi se votereste per qualcosa di cui non sapete l'esito: io no"