Cancro e genetica. Controlli e test così ho salvato mia figlia

Il convegno con gli esperti sulla Mutazione Brca e le storie delle pazienti

Avellino.  

Una mutazione genetica che aumenta il rischio di ammalarsi di cancro, alle ovaie come al seno. Una mutazione scoperta e su cui continuare a fare ricerca, mettendo insieme vari medici ed esperti per tracciare linee guida di indagine e prevenzione. E’ quanto fatto ad Avellino nel convegno del Moscati, curato dal primario di fisiopatologia della riproduzione, il dottore Cristofaro De Stefano, nel meeting di alta specialità al De La Ville. Sei sessione di approfondimento, interventi delle pazienti di chi ha deciso di ricorrere alla chirurgia preventiva e di chi fa screening continui e maggiormente costanti per cercare di rintracciare prima il possibile svilupparsi del carcinoma. «Un evento particolare, che si è sviluppato su un tema specifico la preservazione benessere e capacità riproduttiva in queste pazienti in cui è stata riscontrata una simile mutazione”. 

Dal tavolo dei relatori anche le voci di chi ha vissuto sulla propria pelle la mutazione genetica . “Sono una donna sana, portatrice della mutazione Brca. Una carrier sana. - spiega una signora presente al convegno -. Ho fatto il test. Ho subito deciso di far fare i test e indagini alle mie figlie, e così sono riuscita a salvare la mia Martina. Mia figlia si sta curando, ma ogni giorno mi chiedo perchè non siano promosse politiche informative e divulgative più pervasive per informare la popolazione di come curarsi e fare prevenzione. Per tutti i casi in famiglia ho sempre fatto controlli serrati per me e le mie figlie. Chi ha una familairità seria deve fare questo test e subito». Una mutazione dei geni BRCA (BReast CAncer); mutazione che si riscontra in molti soggetti affetti da carcinoma ovarico o mammario o che presentano familiarità, cioè che hanno avuto un parente prossimo affetto da una delle due neoplasie. A presentare l’evento, dopo i saluti del Direttore Generale dell’Azienda “Moscati”, Renato Pizzuti, sono stati i tre presidenti del congresso: Cristofaro De Stefano, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia delle Riproduzione, Cesare Gridelli, Direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia ed Elisiario Struzziero, Direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia. Oggi l’intervento del Presidente del Consiglio della Regione Campania, Rosa D’Amelio, particolarmente sensibile alle problematiche che interessano la sfera femminile. Il Congresso, suddiviso in sei sessioni, si pone un ambizioso obiettivo: mettere a confronto le conoscenze degli esperti con l’esperienza delle pazienti che porteranno una loro testimonianza al meeting, per arrivare a formulare delle linee guida nazionali in cui siano indicati percorsi di diagnosi e terapia ben definiti e omogenei.  «In Italia – evidenzia Cristofaro De Stefano – le strategie di prevenzione differiscono da regione a regione, mentre sarebbe necessario uniformare procedure e percorsi. Alle donne portatrici di una mutazione che può impattare fortemente sulla vita sessuale e riproduttiva va data la possibilità di avere risposte omogenee e coerenti». Ornella Campanella di Abracadabra Onlus invita tutta la popolazione ad avere cura nella prevenzione. Ad effettuare test in casi di familiarità o incidenza giovanile o in tutta una serie di casi, che indicano la necessità di effettuare approfondimenti. “Un prelievo di sangue che molto spesso può salvare la vita- spiega Campanella -. Come associazione puntiamo a sensibilizzare politiche sanitarie”.Dal canto suo il primario Cesare Gridelli spiega come al Moscati si lavori in team per avere un approccio multidisciplinare all’indagine. “La cosa importante - spiega Gridelli  - è individuare eventuali mutazioni e in tempo. Da anni possiamo fregiarci dell’ambulatorio tumori eredo familiari coordinato dottoressa Manuela Rossi in cui si lavora in equipe, tra genetisti, oncologi, psicologi e altri specialisti».

Morirosa Magnotti presidente Acto Campania:rimarca come il tumore ovarico sia più raro ma rischiosissimo. “Lo chiamano il killer silenzioso - spiega -.

Da qualche anno ricerca e prevenzione hanno fatto passi da gigante. Ma c’è molto da fare ancora. Anche in Campania finalmente questo screening sarà gratuito anche per donne sane e parenti e figli di donne malate. Indagare e verificare prima l’eventuale presenza di un carcinoma è una cianche in più di sopravvivenza”.