Il progetto è pronto, quello di resyling della Dogana dei Grani, nel centro storico di Avellino. A firmarlo è l'archistar Francesco Venezia, come indicato nelle linee guida di processo di rilancio del capoluogo dallo stesso primo cittadino, al momento dell'insediamento. Oggi l'annuncio del sindaco di Avellino, Gianluca Festa, nel corso del convegno al Viva Hotel. Un progetto di rinascita della Dogana dei Grani, direttamente legato ai Pics e per il quale sono pronti 3.5 milioni di euro. Soddisfatto il Festa, il suo vice Laura Nargi e gli assessori Emma Buondonno (Urbanistica) e Stefano Luongo (Patrimonio). La facciata del monumento in decadenza rappresenta, secondo il primo cittadino, il punto di ripartenza del centro antico. Alle spalle della facciata l'interno di quello che è stato il cinema Umberto non c'è più nulla. Al suo posto degrado, erbacce e i pochi ruderi sopravvissuti ad anni di incuria e degrado."Ora abbiamo la possibilità di addizionare, a quella splendida facciata, un nuovo edificio. E sono felice che a programmare il futuro della nostra storia sia un professionista irpino. Una sfida da cogliere e vincere, puntando su funzioni nuove ed efficaci".
L'edificio retrostante sarà creato ex novo, spiega Festa. Sarà un centro d'arte, convegni di crescita giovanile all'insegna della cultura e della bellezza, prevalentemente scultura. «Non ci distanzieremo dalle prescrizioni legate ai finanziamenti dei Pics- assicura Festa -».
Insomma, grazie ai fondi del Programma Integrato Città Sostenibile diventerà una galleria d’arte contemporanea. La Dogana è il monumento di Avellino e sarà la casa dei giovani e degli artisti - assicura Festa -». Originario di Lauro, Venezia ha svolto attività di docenza presso la Facoltà di Architettura di Genova, l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, la Sommerakademie di Berlino, il Politecnico Federale di Losanna, l’Università Harvard di Cambridge e l’Accademia di Architettura di Mendrisio. Scelto dal sindaco Festa a fine campagna elettorale per affiancarlo nell’opera di recupero del monumento distrutto dal terribile incendio del ’92 e poi finito sotto sequestro giudiziario, Venezia ha presentato questa mattina il suo progetto che, spiega ancora scherzando, “è pronto, bisogna completare la parte tecnica e quindi computi, capitolati, calcolo delle strutture, ma dal punto di vista architettonico è già definito altrimenti non sarei neanche qui a discutere dell’incarico. Deve soddisfare innanzitutto me, in caso contrario avrei ringraziato e rinunciato alla consulenza”.
