"Un paziente migliora e siamo felici: sconfiggeremo la bestia"

Storie dal Moscati. Medici e infermieri in prima linea per assistere chi è in isolamento

un paziente migliora e siamo felici sconfiggeremo la bestia
Avellino.  

Medici e infermieri in trincea: turni difficili, procedure di vestizione e svestizioni tra stress e paura. Uno sforzo corale e condiviso da tanti sanitari per arginare il contagio da coronavirus.

L’ospedale Moscati di Avellino si trasforma nei giorni dell’emergenza Coronavirus. Più reparti sono diventati reparti Covid-19. Otorinolaringoiatria, Malattie Infettive, Pneumologia, Unità Fegato, Rianimazione, Chirurgia d’Urgenza, Medicina Interna sono diventate tutte sezioni dedicate alla lotta al Covid-19. Intanto i medici continuano, con infermieri e operatori, ad affrontare giornate di grande sforzo e stress. Gli arrivi di sospetti Covid e persone positive al Moscati continuano e la carenza di presidi di protezione, resta la costante dei giorni dell’emergenza.

Dentro i reparti Covid-19 i “soldati e soldatesse” di quella che è la guerra al Coronavirus girano con tute, mascherine, guanti e le facce stanche di chi sta facendo turni difficili, di chi ha a casa una famiglia da cui ha paura a tornare. Perché col virus i nostri sanitari hanno a che fare ogni giorno.

“La vestizione - spiega il dirigente di Medicina d’Urgenza, Carmine Sanseverino - è una fase cruciale. Ci prepariamo con cura, per affrontare il nostro turno. Facciamo tanti sacrifici, affrontando quotidianamente anche uno sforzo fisico incredibile. Non è semplice lavorare bardati con mascherina e tuta bianca da profilassi, a prova di coronavirus.

Siamo in difficoltà. Anche noi ovviamente abbiamo paura, abbiamo figli, mogli e mariti. Ma facciamo quello che siamo chiamati a fare, il nostro dovere».

Il dottore racconta i giorni che scorrono tra impegni difficili ma anche tra qualche piccola gioia, come quella del vedere qualche paziente migliorare. Come è successo proprio oggi.

«Questa foto che vedete c’è stata scattata proprio da un paziente Covid-19. Si tratta di un operatore del 118 che è in via di ripresa. Una foto, un messaggio di speranza che ho voluto condividere, perché dalla bestia ci si avvia a guarigione e oggi è un giorno più bello per tutti noi.

Si entra in reparto solo dopo aver indossato guanti, camici speciali che ricoprono tutto il corpo, calzari appositi e mascherine dotate di filtri particolari e dei paraocchi, le tute. Mettiamo un po’ di inquietudine anche ai nostri pazienti. Ci immedesimiamo in cosa provino nell’affrontare l’isolamento, le sofferenze dovute alla febbre, alla dispnea in alcuni casi e nel vederci così bardati”.

Ma dietro le maschere, talvolta, s’intravvedono sorrisi. E tanto deve bastare agli attuali pazienti infettati dal coronavirus e ricoverati al Moscati, che stanno affrontando la prova forse più dura della propria vita.

“Sembriamo astronauti vestiti così e speriamo che con i nostri occhi riusciamo a infondere ai malati Covid-19 un po’ di serenità. Purtroppo affrontano giorni lunghi estenuanti, in solitudine, ma ripeto bisogna solo lottare e impegnarsi per sconfiggere la bestia, il Coronavirus”.