Carlo Pizzillo: "Smetto di fare il medico di famiglia, ma resto uno di voi"

Dopo 43 anni arriva la pensione e lo stimato professionista scrive una lettera ai suoi pazienti

carlo pizzillo smetto di fare il medico di famiglia ma resto uno di voi

"Oggi passo il testimone a colleghi che hanno le qualità e la passione necessarie per continuare il lavoro, e sono certo che vi troverete altrettanto bene con loro"

Montecalvo Irpino.  

Il medico di famiglia è un pò come il parroco o il comandante di stazione dei carabinieri in un piccolo comune. Una sorta di istituzione. Figure simbolo e amiche con le quali vi è un rapporto di massima fiducia, stima e collaborazione. Ma come in tutte le cose nella vita il distacco seppur relativo in questo caso solo all'attività professionale, si avverte eccome. Ed è quello che stanno vivendo già con forte emozione medico e pazienti, nella Valle del Miscano a Montecalvo Irpino.

Carlo Pizzillo, che è stato anche sindaco del suo comune va in pensione, congedandosi con una lettera, di quelle commoventi, rivolta ai suoi pazienti:

"Con un mix di emozioni, vi scrivo questa lettera per annunciare che, dopo anni di servizio come vostro medico di famiglia, dal 1 febbraio sarò in pensione. Questo momento non è stato facile per chi per 43 anni ha svolto un lavoro che ritengo sia il più bello del mondo e mi ha fatto riflettere molto sul tempo trascorso insieme a voi e sulle esperienze condivise.

Voglio innanzitutto ringraziarvi per la fiducia che mi avete accordato nel corso degli anni. È stato un grande onore aver cercato di contribuire alla vostra salute e al vostro benessere. Ogni incontro con voi è stato un’occasione per apprendere e crescere, sia come medico che come persona. Ogni storia che avete condiviso, ogni sfida affrontata insieme, ha arricchito la mia vita professionale in modi che non potrò mai dimenticare. Vi sono circostanze, momenti, che resteranno per sempre tra i miei ricordi come tanti cari pazienti che purtroppo ci hanno lasciato.

Negli anni, ho visto molte generazioni crescere, ho visitato bambini che sono diventati genitori ed in qualche caso nonni, ho assistito e condiviso momenti di gioia e di dolore, ed è stato un privilegio accompagnarvi nei vostri percorsi di salute.

Ricorderò sempre con affetto le risate, le domande, e le conversazioni che abbiamo avuto nel mio studio. Purtroppo ci sono state storie dal finale amaro ma la vita è fatta anche di questo.

Oggi passo il testimone a colleghi che hanno le qualità e la passione necessarie per continuare il lavoro, e sono certo che vi troverete altrettanto bene con loro.

Se qualcuno mi dovesse chiedere: ma ora che farai? Io continuerò a fare il medico svolgendo la mia attività specialistica anche perché credo che chi è medico continua ad essere medico sino a che ne ha la possibilità e la forza.

In questi giorni molti di voi mi hanno chiesto se potranno chiamarmi per un parere o per un consiglio, premesso che i miei valenti colleghi sapranno prendersi cura di voi, sapete bene che sarò sempre vostro amico e gli amici ci sono sempre; infine, posso assicurarvi che vi sarò sempre grato per il tempo trascorso insieme e porto con me ricordi indelebili.

Spero soprattutto che continuiate a prendervi cura della vostra salute e a vivere con gioia e serenità raccomandandovi di ascoltare i consigli dei vostri medici e non del dottore Google. Buona vita a tutti".