118 in affanno: c'è il bando. Intanto è rivolta degli autisti

Bruno nuova guida del servizio. Chi guida le ambulanze scrive una missiva: noi come invisibili

118 in affanno c e il bando intanto e rivolta degli autisti
Avellino.  

Cambio di vertice alla guida del 118 di Avellino. Si completa lo schema dell’emergenza in Irpinia, con la nomina di Rosaria Bruno alla guida della struttura complessa e della centrale operativa del 118. Un incarico che durerà cinque anni per la già presidente dell’osservatorio regionale sulla violenza sulle donne. Sono stati tre i concorrenti in lizza. Ieri la nomina ufficiale da parte della manager Maria Morgante, per un servizio sotto stress per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Operatori e autisti del servizio di emergenza intanto chiedono l’espletamento in tempi record per reclutare nuovi operatori.

Il bando prevede l’innesto di altre dieci unità e la manager Morgante, starebbe velocizzando ogni passaggio per garantire nuove forze lavoro. Proprio il 118 è in pieno affanno. Molti gli operatori e anche due medici rimasti contagiati. Una situazione difficile per chi lavora quotidianamente a contatto col rischio di rimanere infettato. Sullo sfondo il caso autisti delle ambulanze, che hanno scritto all’azienda sanitaria e a ogni referente istituzionale coinvolto.

“Salve a tutti, siamo gli invisibili, quelli che non esistono per nessuno (…). Siamo quelli che guidano le ambulanze, quelli che devono essere preparati e competenti come i medici e gli infermieri, però dobbiamo anche conoscere a memoria il codice della strada e rispettare le leggi più degli altri - spiegano gli autisti nella missiva -. (…) Nessuno riconosce la nostra figura professionale. Volontari ci chiamano. E ci danno dei rimborsi ridicoli (...) Oggi hanno riconosciuto diritti e stipendi a tutti…… medici, infermieri, persino gli OSS stanno assumendo al volo senza pensarci sopra….. Restiamo noi gli invisibili….. Quelli che ogni mattina, senza nessun vero “paracadute” corrono gli stessi pericoli. Tutte le mattine indossiamo kit di protezione individuale, mascherine ed altro per svolgere questo servizio essenziale durante questa guerra al Coronavirus, senza avere nessuna garanzia. (…) S Chiediamo solo di essere riconosciuti, nulla più. Ora più che mai, per tutelare noi stessi e le nostre famiglie che ogni giorno possono solo pregare per noi”.