"Avellino città solidale, e i poveri aiutano gli altri poveri"

Don Vitaliano della Sala vice presidente Caritas: "Commovente la risposta della città"

avellino citta solidale e i poveri aiutano gli altri poveri

Mensa e dormitorio in autogestione preparano pasti e pacchi per i poveri che stanno fuori

Avellino.  

“Ci stiamo preparando al dopo. Tra qualche settimana la situazione peggiorerà e dobbiamo essere pronti a rispondere, per quanto è in nostro potere, alle famiglie che verranno a bussare alla nostra porta. Per ora registriamo un aumento di 5/7 nuovi “poveri” al giorno, che per Avellino non è poco. Ma temo che tra un mese, quando saranno evidenti e tangibili le drammatiche conseguenze economiche dell’emergenza, bisognerà fare molto di più”.

Don Vitaliano Della Sala, parroco di Mercogliano e vice presidente della Caritas di Avellino, ci racconta come sta andando sull’altro fronte aperto di questa guerra. Non solo le trincee degli ospedali e la prima linea delle terapie intensive. C’è una disperazione silente che sta inondando le case. Case che fino a ieri già facevano fatica ad arrivare a fine mese, da cui si usciva ogni giorno per rimediare il necessario per andare avanti con lavori saltuari, precari, a nero.

“Continuiamo a distribuire i pacchi alimentari, 310 fino al mese scorso – continua Don Vitaliano – e abbiamo aumentato la preparazione di pasti caldi, circa 30 al giorno. Ed è commovente la risposta della città di Avellino in queste ore. Non avete idea della quantità di telefonate che riceviamo ogni giorno di persone che vogliono aiutare. A mercogliano i negozianti hanno fatto rete e hanno messo a disposizione il cesto della solidarietà, una spesa sospesa per chi non ce la fa in questo momento a sfamare la famiglia. E sono tanti – continua Don Vitaliano – quelli che chiamano perché voglio fare volontariato, portare i pacchi alimentari ad anziani e bisognosi. Oltre a quelli che ci fanno recapitare beni e generi di prima necessità e tante persone che non possono uscire e fanno donazioni in denaro”.

Scorte preziose, per quando sarà ancora più urgente il bisogno di aiuto.

“Si infatti stiamo mettendo da parte anche qualcosa che si può conservare qualche settimana, per il dopo. Domani ci sarà una riunione operativa con i responsabili di settore per organizzare il da farsi da qui alle prossime settimane. Avevamo pensato che negli ultimi tempi questa città si fosse inaridita, che avesse perso il senso della comunità. Ma non è così. Posso testimoniare che Avellino, l’Irpinia sta reagendo con grande spirito di fratellanza e solidarietà. E poi in tutto questo c’è una cosa bellissima che sta accadendo e vorrei raccontarvela…”

Prego.

“Per via delle restrizioni e delle misure anti contagio abbiamo dovuto riorganizzare la mensa dei poveri e la gestione dei residenti, i senza tetto e le donne vittime di violenza che ospitiamo già da tempo alla Caritas. Dormitorio e mensa sono isolati, devono rispettare la quarantena, sarebbe stato difficile garantire le pulizie dall’esterno, le nostre cuoche non possono andare ogni giorno come prima. E allora i nostri “poveri” si stanno autogestendo. Ed è un’autogestione bella perché sono felici di aver ricevuto compiti e responsabilità per occuparsi degli spazi che li ospitano. Tengono pulito e non solo, aiutano anche a preparare i pasti da mandare all’esterno ad altre famiglie in difficoltà. Poveri che aiutano gli altri poveri. Abbiamo dato loro fiducia e stanno ripagando con il gesto più bello”.

Ecco. Ad Avellino succede anche questo. Nella loro disperazione ci sono persone che pensano anche agli altri. Perché, come dice Don Vitaliano “Un povero non è mai povero davvero, piuttosto è “impoverito” e capisce cosa sta passando un altro che adesso si affaccia sul baratro della miseria.