Con la bella stagione c’è qualche apprensione in più tra i pazienti, per il rischio di confondere i sintomi dell’allergia con quelli del Coronavirus. Lo spiega il primario dell'uintà operativa di allergologia del Moscati, Domenico Gargano. Da lunedì è ripartita l'attività ambulatoriale nel nosocomio avellinese e sono tanti i pazienti preoccupati che chiamano il reparto chiedendo informazioni per distinguere i sintomi tra asma, allergie stagionali e il tanto temuto coronavirus.
"E' bene precisare - spiega Gargano . che innanzitutto nelle forme allergiche non si ha la febbre che è invece quasi costante nell’infezione virale. Anche quando si parla di allergia da fieno la febbricola non supera mai i 37.3 mentre nel Coronavirus può alzarsi e molto.
Senza contare che la rinite allergica dovrebbe essere più facilmente distinguibile da quella virale perché di solito lo starnuto nel soggetto allergico compare subito ed è associato in genere a prurito nasale, al prurito agli occhi e alla lacrimazione".
Sintomi che, come prevedibile, comunque scatenano paura e apprensione tra i cittadini dopo oltre due mesi di pandemia temono infezioni da covid.
"Un altro sintomo tipico delle allergie è lo scolo nasale e sebbene Il raffreddore possa essere presente anche nei soggetti affetti da Coronavirus, generalmente in tal caso si associa a febbre, tosse, dolori ossei, malessere e a volte diarrea - spiega l'esperto -. Un sintomo premonitore del Coronavirus che è assolutamente assente nelle allergie è la perdita di olfatto e gusto, che a volte precedono il virus. Questo può essere un campanello di allarme da considerare in maniera più seria".
Una cosa è certa i soggetti che negli anni passati hanno già sofferto di allergia sanno riconoscerne i sintomi, il problema è quando invece compare per la prima volta perchè può ovviamente spaventare il paziente.
Ma intanto il dottore Gargano avverte: i soggetti allergici è bene chiarire che devono obbligatoriamente fare la terapia necessaria per tenere sotto controllo i sintomi allergici. Notiamo, con gli altri colleghi, che si sta innescando una pessima abitudine, in questa emergenza coronavirus, a non assumere diligentemente i cortisonici negli allergici. Sbagliato. I cortisonici se servono vanno assunti, perché non creano immunodeficienza, anzi proteggono il paziente da questo stato infiammatorio che può favorire l’attecchimento del virus. Senza contare che seguire le regole indicate aiuta, perchè indossare le mascherine chirurgiche può aiutare a diminuire l’inalazione di pollini e quindi ridurre i sintomi, perché filtrano particelle microscopiche.
Il mio consiglio è quello di continuare le cure diligentemente così da non acuire e peggiorare gli stati allergici".
