Covid, Romei: interventi mirati per le fasce deboli

L'analisi del rappresentante de "L'Irpinia è Adesso"

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Avellino.  

«La fase 2 dell' emergenza epidemica Covid-19 parte con un vulnus preoccupante, quale l’assenza di una visione lungimirante da parte del Governo nazionale e regionale. E' quanto dichiara Gennaro Romei, del gruppo "L’Irpinia è Adesso".

«Si riparte, ma solo dopo che i Governatori delle Regioni del Settentrione, in particolare Bonaccini, hanno rappresentato al Governo la sostanziale inapplicabilità del protocollo Inail. Si riparte, ma senza che i fondi stanziati dal Governo Nazionale e da quello Regionale siano stati erogati, mettendo in ginocchio milioni di famiglie. Si riparte, ma con le difficoltà dell’erogazione dei prestiti bancari e con lungaggini burocratiche che, in troppi casi, da Nord a Sud, ostacoleranno la ripartenza di centinaia di migliaia di piccole imprese. Si riparte, ma con le fasce deboli completamente tagliate fuori, al di là dei proclami.

In Campania andrebbero previsti interventi mirati, proprio per la peculiarità di ogni singolo territorio. Servono a poco le promesse di fondi, in diversi casi stanziati, ma non erogati per mancanza delle necessarie coperture economiche.

La fase 1 ha visto prevalere il grande senso di responsabilità dei cittadini della Campania, ligi di fronte al pericolo dell’epidemia e consapevoli della strage che sarebbe scaturita in un territorio che ha riscontrato e messo a nudo le croniche deficienze di una sanità pubblica bistrattata per anni, con scelte incomprensibili. La fase 2, oltre alle indubbie responsabilità in capo a ciascun cittadino, avrà bisogno di scelte differenti e mirate in ogni settore.

Occorre ripartire avendo presente le istanze di ogni territorio, dalle aree interne alle zone costiere e viceversa. Servono scelte politiche mirate, proprio perché ogni territorio della regione ha esigenze e bisogni peculiari. Ecco, differenziare gli interventi rappresenta la vera scommessa da vincere. E se il turismo in Campania rappresenta il settore principale su cui si regge l’economia, è necessario che gli interventi garantiscano ogni ambito dello stesso, a seconda delle peculiarità. In questa fase occorrono misure mirate per il turismo marittimo e delle zone costiere, così come occorre mettere in campo misure rapide a tutela del turismo religioso che, in Campania, da Materdomini, a Pietrelcina, da Montevergine a Madonna dell’Arco a Pompei, riscontra la marginalità degli interventi economici per migliaia di operatori che operano intorno ai predetti santuari.

Nessun settore deve rimanere fuori dagli aiuti, non più promessi, ma erogati in modo celere, prima che il disastro si compia. Le zone interne hanno già pagato prezzi alti in termini di depauperamento progressivo dei servizi essenziali, dalla dismissione degli ospedali, alla chiusura dei tribunali e via discorrendo. La fase 2 va colta anche e soprattutto quale occasione per evitare un nuovo processo di emigrazione, attutito in questo tempo dal diffondersi della pandemia al Nord e nel resto d’Europa. Ed è evidente che, alla luce dei ritardi e delle carenze riscontrate nella fase 1, va ripensato e vanno tratte le opportune valutazioni sulle prossime scadenze elettorali. Del resto le scelte del governo (vicenda Ariano e Lauro) e la poca attenzione verso l’Irpinia da parte della Regione (lo testimoniano gli atteggiamenti “disinvolti” sulla Sanità), sono strumenti per riflettere che è tempo, in vista delle prossime scadenze elettorali, di compiere scelte differenti. Del resto la democrazia compiuta è quella che si connota per la qualità dei propri rappresentanti».