Sono tanti i volontari pronti a donare il proprio plasma per aiutare chi lotta contro il Covid-19. Anche l'ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino ha la sua banca per la conservazione del plasma iperimmune, perché come spiega l' Ematologo Primario del Centro Trasfusionale, Silvestro Volpe: fare la scorta risulta una necessaria strategia qualora tornassero i tempi bui dei contagi a raffica da coronavirus.
Attualmente in ospedale ad Avellino sono solo nove i malati di coronavirus assistiti nel reparto specializzato. Una buona notizia, che si abbina all’ultimo bollettino dell’asl che annuncia nelle ultime 24 ore gli zero contagi. Ma la strategia di prevenzione resta la priorità, anche nel nosocomio avellinese, dopo i due mesi di lockdown imposto dall’emergenza rossa.
Insieme al ricorso a farmaci come antivirali, antinfiammatori e anticorpi monoclonali, una delle opzioni terapeutiche più caldeggiate è quella che prevede l’utilizzo del plasma dei pazienti guariti, al fine di fornire ai malati gli anticorpi utili a contrastare l’infezione. Tra i primi centri ad avviarsi su questa strada figurano l’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale di Mantova e il Policlinico San Matteo di Pavia, centro, quest’ultimo, presso cui è già partito uno studio clinico per valutare l’efficacia terapeutica delle infusioni del cosiddetto “plasma iperimmune” negli individui colpiti da COVID-19 con gravi difficoltà respiratorie.
“Il plasma cosiddetto “iper- immune” o da paziente convalescente contiene anticorpi contro il coronavirus che i pazienti hanno sviluppato in seguito al contatto con questa infezione - spiega Volpe -.Quindi prelevare il plasma a questi pazienti che sono diventati donatori serve a reclutare ed utilizzare gli anticorpi presenti su altre persone affette dal coronavirus.”
L’utilizzo del plasma ricco di anticorpi dei soggetti guariti è un’opzione perseguita anche dai medici americani e canadesi ed è stata precedentemente sperimentata in altre condizioni epidemiche - come spiega il dottore Silvestro Volpe, direttore dell’U.O. del Moscati, dove ha preso avvio un analogo protocollo per la banca del plasma iperimmune ed eventuali infusioni da poter praticare- . "E’ bene precisare che l’utilizzo del Plasma può avvenire in determinati casi clinici. Il Moscati come la Regione Campania ha aderito all protocollo Tsunami. Siamo allineati e in attesa del parere del comitato etico per procedere spediti. Per essere un donatore bisogna aver certificato la positività al virus. Una volta documentata la presenza del anticorpi del sangue puo’ essere prelevato. Stiamo effettuando i prelievi per fare la scorta, nel caso di una eventuale riaccensione della malattia. Così avremo i frigoriferi pronti per assicurare il plasma ai malati”. Straordinaria la risposta dei contagiati. Tanti hanno voluto provare a fare la loro parte.”Ma non tutti possono essere arruolati per donare. Capofila del protocollo nella nostra Regione è il Cotugno di Napoli e gli altri centri che vorranno aderire faranno da “local investigators”all’ospedale napoletano per la raccolta dati– aggiunge Volpe precisando – sono donatori tutti coloro che abbiano una diagnosi accertata di covid-19 e siano stati dichiarati guariti con doppio tampone negativo e che abbiano presenti gli anticorpi.
E’ tutto pronto per la Plasma terapia al Moscati di Avellino:ci sono già diversi donatori, a partire dagli operatori interni della struttura ospedaliera, che è in attesa della risposta del comitato etico”.
