Irpiniambiente, la protesta degli operai senza stipendio

Sperandeo rassicura: entro giovedì verranno saldatele spettanze

Avellino.  

di Paola Iandolo e Angelo Giuliani 

Mattinata di alta tensione davanti la sede di Irpiniambiente in via Cannaviello. Lavoratori in sciopero per il mancato pagamento dello stipendio di giugno e della quattordicesima. Ben presto è esplosa la rabbia verso il management della società provinciale dei rifiuti. Gli operai hanno chiesto un confronto e hanno contestato duramente l'amministratore unico Matteo Sperandeo e il direttore generale Armando Masucci.

Alla fine Sperandeo, accolto da fischi e proteste, è sceso per un confronto ma le sue rassicurazioni che entro giovedi verranno saldate le spettanze non hanno convinto i lavoratori che ne hanno chiesto a gran voce le dimissioni, assieme a quelle di Masucci. 

"Di questo passo non verrà pagato neanche lo stipendio di luglio - tuonano MIchele Caso, Uil Trasporti, e Francesco Codella, della Fit Cisl, l'azienda si prenda le sue responsabilità. C’è una difficoltà economica della società, quei 47 milioni che avanza da molti Comuni su cui nessuno dice niente".  

Intanto, il consiglio d'ambito dell'Ato ha individuato nel comune di Chianche la sede più idonea per la realizzazione del biodigestore ma è polemica con il consigliere Giovanni D'Ercole che non ha partecipato alla votazione evidenziando che “sarebbe stato doveroso, prima di arrivare ad una decisione, favorire un confronto tra i consiglieri e la commissione tecnico scientifica”.