Muore al PS, nessuno avvisa i familiari: "Lasciata sola nell'indifferenza"

La storia dell'84enne di Montemarano e il dolore del sindaco Palmieri: storia tristissima

muore al ps nessuno avvisa i familiari lasciata sola nell indifferenza

L'indignazione del sindaco: "ad una persona potente e facoltosa con le giuste conoscenze non sarebbe accaduta la stessa cosa"

Montemarano.  

Muore al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, ma i familiari vengono avvisati solo molte ore dopo. È quanto accaduto a una donna di 84 anni, residente a Montemarano, piccolo comune della provincia irpina, deceduta alle prime luci dell’alba per gravi complicanze cardiologiche. La notizia del decesso, però, è arrivata ai parenti soltanto nel pomeriggio, durante l’orario di visita, a quasi dodici ore di distanza. Una notizia che ha scatenato un'ondata di dolore e indignazione e rabbia e il sindaco di Montemarano, Beniamino Palmieri commenta addolorato: "La cosa più triste della vicenda che ha coinvolto una mia concittadina, venuta a mancare nel Pronto Soccorso dell’ospedale Moscati in solitudine è avere contezza di quanto poco possa valere la vita di un individuo, di quanta poca cura si ha della persona nel luogo in cui ci si reca per averne, di quanta poca considerazione si ha verso chi soffre e del dolore dei suoi familiari".

Morta sola nell'indifferenza

"Che pena sono questi anni in cui pensiamo non manchi nulla, quando invece manca tutto. Non credo che ai potenti, ai facoltosi, a chi ha conoscenze importanti sarebbe toccata la stessa sorte. Eppure Rosanna, la nipote della povera donna, vittima di tanta sufficienza, ha tenuto a sottolinearmi che la decisione di rendere pubblica la loro storia ha il solo scopo di sensibilizzare i responsabili al fine di evitare che altre persone abbiano a patire quanto hanno dovuto patire loro. Una lezione di dignità che mi commuove e di fronte alla quale mi inchino, e come me, dovrebbero farlo molti altri." Conclude il sindaco.

Rocchetta : fatto gravissimo

Sul caso interviene anche l'ex consigliere comunale di Avellino, Gerardo Rocchetta che spiega: Quanto accaduto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Moscati rappresenta un fatto di una gravità assoluta, che non può essere liquidato con una semplice ammissione di “errore” e con delle scuse formali. Una donna di 84 anni muore in una struttura sanitaria pubblica e i familiari vengono informati solo il giorno successivo: questo non è un disguido burocratico, è una ferita profonda alla dignità umana, prima ancora che una violazione delle più elementari regole di assistenza e rispetto.

Ferita la dignità umana

In sanità si può sbagliare, ma non tutto è giustificabile. Qui non si parla di una complessità clinica o di un’emergenza imprevedibile: si parla di mancata comunicazione di un decesso, di familiari privati perfino del diritto di sapere che una persona cara non era più in vita. È qualcosa che offende la coscienza collettiva e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie.

"Servono verifiche"

Che l’azienda sanitaria abbia ammesso l’errore e chiesto scusa non basta. Le scuse non restituiscono dignità, non cancellano il dolore, non colmano un vuoto umano che nessuna procedura può sanare. Quando avvengono fatti di questa portata, le responsabilità non possono fermarsi ai livelli operativi più bassi. ( ...) Servono verifiche serie, trasparenti e pubbliche. Servono provvedimenti concreti. Servono assunzioni di responsabilità vere, non dichiarazioni di circostanza. Perché la sanità pubblica non è solo cura del corpo: è cura delle persone, dei loro affetti, della loro dignità fino all’ultimo istante".