"In merito dell’attuazione dei test sierologici Sars-Cov2 sul personale docente e non docente scolastico delle scuole pubbliche della Campania lo Snami (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) il Smi (Sindacato Medici Italiani) ed Intesa sindacale, ritengono di dover evidenziare alcune concrete criticità ed indeterminatezze che possono rendere fallace e difficilmente attuabile il percorso previsto dalle procedure previste unilateralmente dalla Regione Campania".
Così una nota regionale delle segreterie campane di Smi, Snami, ed Intesa sindacale rende pubblica una lettera al Presidente della Regione Campania, De Luca, ed altre autorità responsabili della sanità regionale, che sollevava forti dubbi sulle modalità dei test seriologici per il personale scolastico.
"La predetta esecuzione dei test sierologici nell’ambulatorio del medico di medicina generale, in caso di positività del paziente esporrebbe lo stesso sanitario operante, il personale e gli altri eventuali assistiti presenti nello studio ad un sicuro rischio infettivologico, con la necessità di sospendere tutte le attività per poter effettuare la sanificazione dello studio e procedere al controllo degli altri assistiti dello studio e del medico stesso, con il rischio, in caso di positività per quest’ultimo, di dover nominare un sostituto per lo svolgimento delle attività convenzionali di medicina generale" continua la nota dei sindacati medici.
Riteniamo, pertanto, che il rischio infettivologico risulterebbe essere certamente, non solo non trascurabile e non controllabile, ma anche foriero di problematicità che potrebbero essere certamente evitate. Valutiamo, inoltre, che tali attività diagnostiche possano e debbano essere effettuate dai servizi già operativi sul territorio regionale quali le Usca, di recente ricontrattualizzate con una remunerazione di 40€/ora fino alla metà di ottobre 2020; considerata l’attuale bassa operatività e/o inoperatività difatti tali operatori sembrano in questa fase destinati ad altre attività quali vaccinazioni, call-center e quindi attività istituzionali diverse da quelle per le quali erano stati arruolati e formati.
La soluzione che indichiamo non solo ridurrebbe il rischio infettivologico presso l’ambulatorio del medico di base, che, non è mai stato dotato da parte delle Asl dei relativi Dpi di sicurezza, ma, allo stesso tempo, i test verrebbero effettuati in ambienti dedicati ed effettuati da personale dedicato appositamente programmato dal Ministero competente.
Si fa rilevare, inoltre, che in casi di positività al test sierologico, gli stessi pazienti (docenti e non docenti scolastici) potrebbero essere sottoposti nell’immediatezza del sierologico anche al previsto tampone molecolare con indiscutibile abbreviazione dei tempi attuativi previsti ma anche ad una notevole riduzione del rischio infettivologico in caso di positività.
I medici di medicina generale, pertanto, si dichiarano favorevoli e collaborativi ad una tipologia di percorso attuativo di screening Sars-Cov2 al fine di rendere i predetti screening sotto controllo e con margini di sicurezza ben superiori a quelli finora individuati; si rendono disponibili per una convocazione urgente ed immediata del Comitato Regionale ex Art. 24 al fine di approfondire la tematica in corso sia sotto il profilo tempistico che quello delle modalità attuative",conclude la nota.
