"Le vie del vino non diventino la strada della munnezza"/FOTO

Sindaci, imprenditori e ambientalisti in piazza contro il biodigestore a Chianche

le vie del vino non diventino la strada della munnezza foto
Avellino.  

L'Irpinia si mobilita contro il biodigestore a Chianche. Sindaci del comprensorio, imprenditori che hanno simbolicamente consegnato le chiavi delle loro aziende vitivinicole, associazioni e ambientalisti si sono ritrovati in piazza Libertà per ribadire la loro netta contrarietà al mega impianto per il trattamento dei rifiuti da costruire nella terra del Greco di Tufo.

“Un impianto serve – dichiara Franco Mazza del comitato Nessuno tocchi l'Irpinia – ma non certo per soddisfare gli interessi di chi lo costruisce e lo gestisce ma l'interesse dei cittadini irpini. Si è scelta questa via secondo noi sbagliando perchè si poteva puntare sugli impianti di prossimità".

Gli imprenditori vitivinicoli da Mastroberardino a Di Marzo, sono pronti a far volare e rilanciare il comparto d'eccellenza delle docg irpine a patto però che quelle strade non diventino la via della munnezza e con quei biocompattatori lo diventerebbero". 

A capeggiare le fasce tricolore il primo cittadino del capoluogo Gianluca Festa che, sconfessando di fatto il suo assessore Giacobbe, componente dell'Ato e che aveva votato a favore dell'impianto, chiede all'Ato e alla Regione di rivedere la decisione.

“Credo sia giusto convocare un'assemblea dei sindaci e in quella sede dimostreremo come Comune capoluogo, con argomentazioni valide,  come non sia opportuno un sito del genere a Chianche. Sono sicuro che Tropeano lo farà”.

"Il ciclo dei rifiuti si può chiudere anche con le compostiere di comunità - gli fa eco il sindaco di Altavilla Mario Vanni -  il mio comune ha ottenuto un finanziamento regionale e a breve avremo due mini impianti. Un biodigestore, un impianto di tipo industriale, va collocato in una zona idonea".