C’è un cluster coronavirus ad Avellino. A rimanere infetti decine di ragazzi tra i 25 e trenta anni, legati ad un grappolo di contagi di un contatto positivo, precedentemente individuato. 72 contagi in Irpinia complessivi e altri casi di positività nelle ultime ore, collegabili proprio al cluster di infezioni che fa riferimento al capoluogo. Il dirigente dell’unità di prevenzione, Onofrio Manzi, parla di rischiosa catena, da tenere sotto strettissima osservazione
“Stiamo analizzando un corridoio di infezioni, che parte dai giovani e ci preoccupa, non poco - spiega Manzi -. Stiamo ricostruendo con molto lavoro e impegno tutti i contatti partiti da questo cluster, per ottenere la mappatura precisa del rischio”. Si abbassa l’età media del contagio e l’appello e a rispettare le regole anticontagio, con senso di responsabilità. Intanto centralini dell’asl e dei laboratori privati sono stati presi d’assalto da tantissimi ragazzi preoccupati di aver contratto il virus.
Dottore Manzi, i contagi da covid-19 continuano a salire. Il dato che preoccupa è l’abbassamento dell’età media di contagio...
Sì confermo. L’abbassamento dell’età media del contagio preoccupa. Stiamo lavorando per ricostruire i contatti di un grappolo di contatti, un cosiddetto cluster, che si è acceso in città, ad Avellino. Il rientro dalle vacanze ha creato un po’ di problemi.
Avete avuto specifiche direttive dal governo Regionale...
Abbiamo attivato una Usca tra Avellino Ariano per far fronte ai controlli. Senza contare che stiamo portando avanti controlli anche sugli operatori scolastici, per tornare in classe in sicurezza. La malattia non è uno stigma. Ma dobbiamo essere più attenti a non diffondere il virus.
Dottore, il virus circola tra i giovani, si è creato un pericoloso corridoio di contagi, proprio in città?
In vacanza molti, troppi hanno abbassato la guardia. Soprattutto i più giovani. Proprio i ragazzi dopo il lockdown si solo lasciati andare. Il mio appello è sempre quello a rispettare le norme anti contagio: usare la mascherina, evitare assembramenti, lavare spesso le mani.
Dottore sono state tantissime le chiamate ai centralini dell’Asl,di giovani, per essere sottoposti a tampone?
Sì, e questo è stato comunque un dato confortante, perché ispirato al buon senso. Mille tamponi in pochi giorni sono il risultato. L’alto numero di positività conferma l’abbassamento della guardia. I ragazzi se si infettano possono essere sintomatici, ma diventano il veicolo pericoloso del virus, che può avere conseguenze gravi per anziani e genitori.I ragazzi devono sempre ricordarlo .
Dottore, lei è preoccupato?
I primi contagi avvennero il 7 marzo scorso. Certo, quanto vissuto ci serve, ma parliamo di una malattia nuova e ogni giorno pare che stiamo imparando una cosa. Mi preoccupa il fatto che in tanti abbiano dimenticato quanto vissuto e siano tornati ad essere imprudenti.
