Nascere ai tempi del covid-19 in sicurezza. La pandemia ha cambiato l’esperienza di medici e genitori, e l’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino è pronto per garantire la nascita dei piccoli di mamme positive e per accogliere neonati che, purtroppo e sempre più spesso, restano contagiati una volta tornati a casa, garantendo al contempo la piena sicurezza di tutti gli altri piccoli degenti. Nuovi percorsi, aree dedicate, nido riservato ai piccoli che potrebbero risultare affetti dal coronavirus, differenziazione di tragitti di pulito e sporco, ecco come è cambiata l’Uoc di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale guidata dal direttore Sabino Moschella.
“Nel reparto ci siamo attrezzati e lo abbiamo fatto da subito, per garantire assistenza alle mamme covid e ai loro piccoli. Attualmente nel nostro nido dedicato ci sono due bimbi figli di mamme positive al Covid e un altro piccino su cui sono in corso alcune verifiche, visto il contatto della mamma con un caso positivo – spiega Moschella -. La Campania ha garantito un centro regionale di riferimento al II Policlinico di Napoli con reparti dedicati, ma il nostro Ospedale, il San Giuseppe Moscati, come altri è stato perfettamente attrezzato per dare massima sicurezza e assistenza non solo alle mamme Covid, ma anche a tutte le altre e ai loro piccoli che vengono da noi per l’evento più bello della loro vita”.
Misure severissime vengono applicate in Neonatologia e nella Tin, come nelle altre unità operative, per evitare il rischio di contagio. L’evidenza di cluster e di co-infezioni all’interno di alcuni nuclei familiari, registrata soprattutto in questa seconda ondata, ha inoltre imposto la richiesta di misure preventive.
“Questa è stata la nuova grande sfida, oltre gli spazi abbiamo dovuto rimodulare l’esperienza del contatto tra mamme e piccoli, a causa dell’emergenza sanitaria – spiega Moschella -. Per fortuna, ad oggi, non abbiamo avuto casi di neonati positivi in reparto. Questa è una piccola buona notizia. Gli studi scientifici sembrano accertare l’azzeramento del rischio di trasmissione tra madre gravida e neonato. Ma , dati alla mano, sono in aumento i casi di Covid19 tra i bambini. La metà dei bimbi positivi va da zero a 3 mesi. Al Pronto Soccorso dell’ospedale Santobono, ad esempio, ne arrivano 4-5 al giorno. Contagiati da estranei alla famiglia convivente, perché le madri sono negative. Dunque, il consiglio è serio ed è quello di evitare, una volta tornati a casa, le visite dei parenti, gli abbracci e gli sbaciucchiamenti. E’ necessario nell’avere un contatto con un neonato, con un bambino, un atteggiamento responsabile che consista nel lavare spesso le mani, utilizzare le protezioni e avere vestiti sempre puliti”.
Attualmente nel reparto sono ospitati 6 nati prematuri, 4 piccoli nuovi arrivati e i tre neonati, di cui due figli di mamme covid e un terzo su cui sono in corso accertamenti, visto che la mamma ha avuto contatti con una persona risultata contagiata.
“L’assistenza di routine per mamme e neonati non contagiati dal coronavirus avviene in stanze e spazi serarati. Siamo particolarmente fieri di riuscire a garantire alle mamme dei prematuri comunque il loro contatto con i piccoli. Lo facciamo attraverso l’esecuzione costante e settimanale di tamponi, per avere la sicurezza che quando arrivino in reparto le mamme non siano contagiate. La marsupioterapia, il contatto tra madre e figlio, l’allattamento ove possibile, sono esperienze imprescindibili. Per questo il reparto non si è potuto chiudere, barricare. Siamo il reparto che racconta della forza della vita, che va sempre avanti. Le mamme una volta risultate negative al Covid, in base alle verifiche, possono venire, durante la degenza dei loro piccoli, e munite di presidi e mascherine allattare i loro bimbi, coccolarli distanziate tra loro in una stanza dedicata. Esperienze nuove di maternità, certo, diverse, ma necessariamente calibrate sui rischi della pandemia”.
