Tra Festa e Nargi c'è Pionati, ma il centro destra non sa come andare al voto

Fruncillo insiste per i simboli di partito, in Forza Italia c'è malumore. E gli ex sindaci poi...

tra festa e nargi c e pionati ma il centro destra non sa come andare al voto
Avellino.  

Se Atene piange Sparta non ride. Diciamo la verità: ad Avellino il centro sinistra sembra ripartire da zero in vista del voto, nonostante il travolgente successo alle regionali del campo largo, ma il centro destra non è che se la passi meglio, dal momento che deve fare i conti con alcune anomalie – scaturite dalla battaglia elettorale per Palazzo Santa Lucia - che vanno chiarite quanto prima.

C'è ad esempio da verificare che ruolo avranno i due ex sindaci di Avellino, che folgorati sulla via di Damasco, dopo una vita passata all'ombra del partito democratico, hanno deciso di sposare in maniera immaginiamo convinta l'ideologia di Fratelli d'Italia (Gianluca Festa con la lista del vice ministro Cirielli) e Forza Italia (Laura Nargi con la lista dei berlusconiani).

Festa ha già pronte tre liste per la battaglia "civica"

Per la verità Festa già si è defilato, preannunciando che lui sarà alla testa di una pattuglia civica, potendo contare già su almeno tre liste. Laura Nargi è invece rimasta nel limbo dopo la gaffe – non ancora smentita – rispetto alla sua indisponibilità a sedersi al tavolo di una fantomatica alleanza con la destra. Insomma, c'è un bel po' di confusione. E forse bene ha fatto Ines Fruncillo, che guida il partito della Meloni in Irpinia, a mettere dei paletti precisi: si andrà al voto con i simboli di partito, facendo capire che l'indistinto civismo di qualche compagno di viaggio va messo in archivio. Il deputato Gianfranco Rotondi – che alle ultime amministrative aveva scelto una strada diversa – sembra d'accordo. Ma che faranno i seguaci di Forza Italia? Guardando al passato si può dire che ad esempio il neo consigliere regionale Livio Petitto – diamine, anche lui con un passato da dem – è sempre stato fautore di liste civiche anche molto competitive dal punto di vista elettorale, zeppe di portatori di voti, autentici ras nei rioni popolari.

Il rebus sul nome del candidato sindaco

Ma al di là della questione sui simboli di partito, resta il rebus sul nome del candidato sindaco. L'ipotesi che prevale in questa fase è quella di far scendere in campo l'ex giornalista Rai Francesco Pionati, nome di per sé competitivo e autorevole, a cui proprio non serviva l'investitura di un sondaggio per niente attendibile che ha finito solo per intorbidire le acque nella coalizione. E in queste condizioni diventa difficile immaginare di poter allargare l'alleanza oltre gli steccati di un centro destra che in città non è stato mai competitivo dal punto di vista elettorale. E allora? Bisogna solo aspettare gli eventi. Ma di sicuro ne vedremo delle belle...