Coronavirus, scuole nel caos ad Avellino dopo il decreto del Tar che ha sospeso l’ordinanza del sindaco Festa che aveva fermato la didattica in presenza anche per asili, prime e seconde elementari.
Annullati gli effetti del provvedimento con cui il primo cittadino ha detto no al ritorno tra i banchi.
Nella serata di ieri dal comune è arrivata ai presidi la comunicazione della sospensiva del tribunale amministrativo.
In assenza di una nuova ordinanza di sospensione delle lezioni in presenza resta in vigore l’ordinanza della Regione Campania. Insomma, in teoria, le scuole avrebbero dovuto riaprire già oggi.
L’unica azione ufficiale partita ieri dal Comune di Avellino è stata una circolare che aveva raggiunto tutti i dirigenti scolastici interessati.
“Si resta ancora una volta basiti, politicamente e come genitore - dichiara l’avvocato Arturo Meo -.“E’ necessario ricordare che il 16 ottobre 2020, con la curva dei contagi in forte ascesa, Festa testualmente si scagliava contro De Luca affermando “Avellino non merita le scuole chiuse” - racconta Meo -
Dopo un mese e con la curva dei contagi in calo, il l.r.p.t. del Comune di Avellino, sulla base di un proprio parere personale non supportato da alcun dato tecnico-scientifico, almeno non comunicato, ha espresso tutto il proprio disagio nel permettere la riapertura delle scuole dell’infanzia e della prima e seconda classe delle scuole primarie.
Preliminarmente una domanda. Perché invece le ludoteche, in tutto questo mese, sono rimaste aperte, ossia le scuole fino ai tre anni? (…)
Ne è derivato che il TAR di Salerno ha affermato che “visti il provvedimento impugnato e gli altri atti allegati… considerato … sussistenti le dedotte violazioni motivazionali ed istruttorie, dal momento che il provvedimento impugnato (del Festa) non contiene alcun riferimento alle particolari situazioni “di peculiare criticità” che si sarebbero dovute previamente accertare con riferimento al territorio comunale … considerato … che, nel caso di specie, sussistono le prospettate gravissime ragioni di danno, dal momento che con l’ordinanza in esame viene disposta per la terza volta, senza soluzione di continuità rispetto alle precedenti ordinanze, la sospensione dell’attività didattica in presenza della scuola dell’infanzia e della prima classe della scuola primaria (e senza alcuna evidenza sanitaria sulla sussistenza di una situazione di maggiore rischio locale rispetto ad un andamento epidemiologico regionale e nazionale in accertato miglioramento); ritenuto, pertanto, che, allo stato… la scelta adottata con l’impugnata ordinanza sindacale non appaia giustificata neanche in applicazione del generale principio di precauzione…” ci si chiede a che titolo abbia deciso di chiudere le scuole, da ultimo l’8 dicembre 2020.
Ma la cosa più incredibile risulta essere il non aver nemmeno preannunciato, nella comunicazione in parola, il ricorso cautelare al Consiglio di Stato, limitandosi a comunicare il decreto del TAR “dal quale si evince l’immediata sospensione dell’ordinanza sindacale 1366/20”. Ciò che non si evince è come intenda riaprire le scuole lunedì, essendo oggi (ieri per chi legge) venerdì, sulla base di quali accertamenti tecnico – scientifici e con quale forma di precauzione per tutti gli operatori, gli alunni ed i genitori degli stessi, che dovranno essere presenti sui banchi di scuola tra due giorni senza conoscere nulla circa i dati sanitari e le sanificazioni relative agli istituti scolastici.(…) Festa ci fornisca e lo faccia pubblicamente i dati scientifico sanitari che l’hanno indotta a chiudere le scuole che De Luca aveva riaperto, ma che lei voleva aprire quando De Luca le chiuse, e soprattutto fornisca alla intera comunità che rappresenta politicamente, purtroppo, le motivazioni che, ad oggi, la inducono a non ricorrere al Consiglio di Stato.
(...) Ci preoccupano le parole di Festa di qualche giorno fa, che non esclude una ulteriore chiusura delle scuole dopo la Epifania, in quanto preoccupato perché nei giorni natalizi il contagio aumenterà di sicuro dato i contatti che tutti avranno in questo periodo”.
