Anziani a casa senza il richiamo, "Noi abbandonati dall'Asl"

Prima dose un mese fa, oltre 50 anziani fragili in Valle Caudina attendono notizie

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La denuncia: "Il centralino dell'Asl non risponde da giorni"

Avellino.  

Sarebbero più di cinquanta gli anziani allettati in Valle Caudina che attendono la seconda dose di vaccino a domicilio. Ampiamente scaduti da oltre dieci giorni i termini per il richiamo, i familiari sono in apprensione perchè non riescono ad avere notizie dall'Asl di Avellino.

“Sto chiamando da giorni a tutti i numeri disponibili – racconta la signora Rosaria Pisaniello – ma finora solo squilli a vuoto, linea occupata o telefoni attaccati in faccia. Capisco che sono giorni difficili, ma se non funziona nemmeno un centralino di un'azienda sanitaria pubblica a chi bisogna rivolgersi?”

La signora Pisaniello ammette di aver chiamato anche i carabinieri. “Mi hanno risposto che non sono l'unica. Che ci sono centinaia di persone che chiamano in caserma perché non ricevono risposta dall'Asl. A questo punto credo che non mi resta che andare in Procura a presentare un formale esposto. Si tratta di un pubblico servizio”. In alcuni casi qualcuno, pur di ottenere un riscontro, ha preferito chiamare il 118 per un'emergenza. Gli altri restano in attesa, nemmeno i medici di base hanno saputo fornire spiegazioni. 

Oltre alla mancanza di risposte c'è poi la preoccupazione per l'esito del vaccino. “Mia madre, 90 anni, ha ricevuto la prima dose ormai quasi un mese fa. Capisco che in questo momento la priorità è andare avanti con la campagna di immunizzazione per tutti, ma senza un'adeguata organizzazione si rischia di vanificare anche quello che è già stato fatto. Ci sentiamo abbandonati. E soprattutto sono stati abbandonati proprio gli anziani, i più fragili". 

Su questo punto è necessario specificare tuttavia che da lunedi scorso, secondo le nuove disposizioni ministeriali, le seconde dosi di Pfizer e Moderna sono state posticipate a 40 giorni dalla prima e non più 21 o 28 giorni come era stato indicato all'inizio. Dunque nessuna paura, fanno apere dall'Asl. L'azienda sanitaria sta inviando dei messaggi a tutti i pazienti che hanno già ricevuto la prima dose pr avvisari della possibilitàdi un posticipo.