Caso scuole.Marchetti in Procura: contagi bassi, ma ancora dad

L'avvocato ascoltato in Procura

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Avellino.  

Scuole superiori chiuse ad Avellino, i conti non tornano.  A presentarli è l’avvocato Marchetti del Codacons che illustra come i numeri dei contagi in città da covid non siano tali da giustificare la scelta del sindaco Gianluca Festa, scandita a suon di ordinanze settimanali, di tenere le scuole superiori chiuse. “In queste condizioni la scuola può ripartire regolarmente. Non ci sono pericoli». Matteo Marchetti, vice presidente nazionale del Codacons ieri pomeriggio è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria in tribunale. Il rappresentante dell’Associazione è stato chiamato dopo la sua denuncia per omissione di atti d’ufficio e interruzione di pubblico servizio che era stata presentata la settimana scorsa contro il sindaco di Avellino. Festa dal canto suo aveva commentato: tutelo la mia gente e come sindaco sono pronto ad assumersi le mie responsabilità, come sempre ho fatto”.

Aperto un fascicolo dunque ma senza intestazione e solo quando i documenti che sono stati forniti alla polizia giudiziaria passeranno al magistrato, eventuali ipotesi di reato verranno formulate. I dati del contagio in città sarebbero al centro della questio. Dati che consentirebbero la ripartenza delle lezioni in presenza. Ma il primo cittadino nelle scorse settimane aveva più volte precisato che il 70 per cento degli studenti che frequentano licei e istituti nel capoluogo arrivano proprio dalla provincia irpina, dove sono troppi e rischiosi i cluster di contagio. Insomma, una scelta che ha nei fatto diviso intere famiglie pro e no dad.

Proprio i genitori no dad avevano commentato: siamo un caso unico in Europa con sole tre settimane in presenza per gli studenti delle superiori.