Sulla Dogana del Fanzago oramai non è più questione di bugie ma di bugiardi. La verità è che la procedura amministrativa intrapresa è stata frettolosa e superficiale, rispondente a una volontà gestionale quasi padronale del denaro pubblico, ingabbiato in procedure rigide proprio per evitare che i mariuoli avessero la meglio sul bene di tutti: questo in generale, ovviamente.
A star dietro a Gianluca Festa, e alla sua abitudine di gettare perle ai porci attraverso i social, l'abbandono di Massimiliano Fuksas sarebbe frutto di una non meglio resa alle polemiche sollevate dall'Ordine degli Architetti di Avellino.
Questa circostanza appare come una pezza a colori, una bugia, appunto.
Solo nell'ultimo anno, l'archistar chiamato al capezzale del monumento del Fanzago, ha trovato il tempo di definire l'ex premier Giuseppe Conte “sua vanità”. Ha dato del “venditore di lampadine” a Pieluigi Borghini, potentissimo presidente della Euro spa, ed ha detto cose veramente brutte di Pieluigi Bersani, Matteo Renzi, Enrico Letta e Virginia Raggi. Basta un minuto per recuperare i filmati sulla Rai, Mediaset e La7.
Ora, che si lasci sconfortare da una polemica con Erminio Petecca, il professionista che rappresenta gli architetti di Avellino, con tutto il rispetto, è chiaramente una bugia.
La verità è che uno studio come il suo non si lascia infognare in un incarico che è arrivato addirittura all'attenzione dell'Autorità nazionale anticorruzione. Quell'Anac che avrà spaventato, questo sì, qualche dirigente del comune chiamato a mettere la sua firma, e quindi ad assumersene la responsabilità, in calce a tutta la procedura: magari basta chiedere ai dirigenti Lissa e D'Agostino.
E qui veniamo al bugiardo, che spesso cammina di più rispetto alla bugia prima di essere scoperto.
Lasciato Gianluca Festa nel suo brodo di panzanate, che è libero di proporre come e finché vuole, ma che lo qualifica in ogni caso, sorge spontanea una domanda all'integerrimo architetto Erminio Petecca: «Nè, presidé, ma sulla procedura per lo stadio Partenio, concessione di 90 anni esentasse e un investimento da 60 milioni con una previsione d'incasso che raggiunge i 220 milioni di euro, l'Ordine non dice nulla? Presidé, è tutto a posto»?
