Di lei e del suo calvario quotidiano, più difficile della disabilità in se, ce ne siamo occupati a più riprese sia sul nostro sito che nella App di ottopagine. Costretta addiruttura a farsi scortare dalla Polizia Municipale per uscire da casa a fare la spesa. Ma questa volta si è superato il limite. Edvige come se non bastasse, oltre alle auto si è trovata di fronte parcheggiato tranquillamente su un marciapiedi, a Cardito anche un bus dell'Amu. L'autista? Al bar, tranquillamente a gustare un caffè. Era disperata Edvige, quando è stata notata da due ragazze in auto dal cuore buono. Entrambe hanno visto la donna che invano tentava di superare quell'ostacolo e si sono girate per farle compagnia. Quando è arrivato l'autista non ha avuto neppure l'accortezza di scusarsi con la donna, anzi si è perso ancora del tempo, avendo dimenticato le chiavi del mezzo all'interno del bar. Alla fine si è allontanato, sgombrando quel marciapiedi e senza neppure salutare. La donna ha ringraziato le due ragazze che con tanto amore sono state accanto a lei, non lasciandola sola. Un episodio grave che si spera non accada più, anche se non non è la prima volta che i mezzi dell'Amu e dell'Air arrecano disagi su una strada statale già di per se caotica, per quella irreristibile voglia di un caffè. Ma su quei marciapiedi, palpita la vita, ci sono carrozzine di persone in difficoltà che necessitano di spazi liberi. "Le loro gambe sono quei piccoli mezzi, bisogna avere rispetto - ci dice una delle ragazze intervenute sul posto - è assurdo quanto accaduto ad Edvige e poi da chi dovrebbe dare anche l'esempio."
Ma il conducente del bus finito nel mirino si difende: "Mi sono assentato non più di tre minuti e tre secondi, se qualcuno vuole affermare il contrario, lo dimostri, avevo necessità urgente di andare in bagno, penso che ne abbia diritto anche un'autista o no......."
E a distanza di qualche giorno, da più persone viene fuori questa tesi e cioè che la sosta sia stata minima e non più lunga dei tre minuti
Gianni Vigoroso
